Adunata Trento. E se l’ira degli anarchici fosse legata al mondo della droga?

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Nelle ultime ore gli anarchici hanno cercato in ogni modo di sabotare l’Adunata degli Alpini. Le scritte e le occupazioni portano la firma della “A” cerchiata. In città le scritte sono state rimosse all’istante, grazie alla solidarietà di tutti e l’occupazione dell’Università è terminata con l’apposizione delle bandiere italiane alle finestre.

Tuttavia il momento più grave accaduto consiste negli atti vandalici tesi ad isolare la linea ferroviaria che collega Trento con il resto d’Italia. Gli inquirenti stanno facendo serie indagini su quanto accaduto per la sua gravità. Tre atti terroristici incendiari e di sabotaggio che avrebbero potuto causare il deragliamento del treno della Valsugana con la conseguenza, fortunatamente evitata, di almeno 100 vittime. Vista l’affluenza della prima corsa mattutina.

Nonostante le tensioni tra alpini e anarchici siano cosa arcinota, non si riesce a capire il perchè di un accanimento sistematico, pur essendo Trento un ambiente storicamente di “sinistra” e quindi lontano dagli ambienti militari.

Tuttavia un’ipotesi non è da scartare: il legame con la droga. Gli alpini hanno infatti occupato pacificamente tutta la città e anche la nota Piazza Dante, luogo dove tradizionalmente avviene il mercato illegale di sostanze stupefacenti. Un luogo dunque caro non solo agli anarchici ma anche a quanti frequentano le attività di questi solo per altri scopi – le droghe leggere – ovvero coloro che non hanno mai nascosto di fare uso di sostanze per così dire poco legali.

Il presidio degli alpini ha di fatto impedito agli spacciatori di accedere alla Piazza, visto l’enorme dispiegamento di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza che hanno controllato e presidiato l’intera area della Stazione ferroviaria e del Centro sociale, nonché sono rimasti nell’area impedendo l’accesso ai tram ordinari e scatenando la rappresaglia di tre nuclei di giovani, i quali hanno agito con modalità simili a quelle degli anarchici, ma al contempo simili a quanto acacduto in passato a carico degli spacciatori contro l’esercizio che presidiava Piazza Dante.

Premesso questo e in attesa di una concreta soluzione alle indagini resta da stabilire se gli anarchici sapranno mai trovare un divertissement alternativo che non sia violento o illegale. Altrimenti continueranno a giocare a guardie e ladri, perdendo inesorabilmente.

La Redazione di Secolo Trentino.