Alcol in Consiglio provinciale. Cia (AGIRE) nuovamente contro Marini (M5S)

Claudio Cia

Non si placano le polemiche sorte a seguito delle dichiarazioni del Consigliere di M5S Alex Marini che nelle scorse settimane aveva dichiarato come i Consiglieri della maggioranza passassero la maggior parte del loro tempo alla bouvette del Consiglio a bere alcolici.

A nulla sono valsi i tentativi di giustificarsi del Consigliere pentastellato che, cercando di rimediare, aveva dichiarato come le sue parole fossero state travisate e come non volesse dare ai “colleghi” della maggioranza degli ubriaconi.

In aggiunta ai chiarimenti, lo scorso 3 luglio, Alex Marini aveva presentato un’interrogazione al Presidente Kaswalder dove, dopo aver evidenziato la pericolosità dell’alcol e riportato alcuni dati dell‘Istituto Superiore di Sanità (ISS), aveva chiesto chiarimenti in merito alle qualità e quantità di bevande consumate alla bouvette del Consiglio a partire dal 20 novembre 2019, alle misure per contenere il consumo di alcolici alla bouvette e se, a seguito di eventuali misure contenitive, cosa avrà intenzione di fare per rimborsare i gestori del bar dei mancati introiti.

Oggi, il Consigliere di AGIRE per il Trentino Claudio Cia, è tornato sulla questione, criticando la nuova interrogazione presentata da Marini, asserendo: “tali esternazioni hanno avuto l’inevitabile effetto di far apparire agli occhi dei cittadini tutti i consiglieri come dei beóni -compreso chi non beve alcolici come il sottoscritto-, facendo passare nell’immaginario collettivo l’idea di un Consiglio provinciale simile a una bisca degli anni ‘30, contornata da vapori alcolici: un’immagine che ovviamente non corrisponde alla realtà. Per giustificare la sua sparata, il consigliere grillino si rivolge ora al Presidente del Consiglio provinciale con un’interrogazione nella quale al termine di una premessa di quattro pagine, guarnite oltre necessità di citazioni scientifiche, chiede “quali siano state le tipologie e le quantità di sostanze alcooliche somministrate presso la buvette del Palazzo della Regione in occasione delle sedute del Consiglio provinciale a partire dalla seduta del 20 novembre 2019”.

Per Claudio Cia l’assurdità di tale richiesta starebbe sia nella data futura nella quale il Presidente del Consiglio Provinciale dovrebbe far iniziare la ricerca (20 novembre 2019), sia nel fatto che il Consiglio non avrebbe alcuna competenza sulla gestione del bar.

“Ma al di là degli aspetti tecnici preoccupa l’affermazione di Marini, che in una delle sue divagazioni scrive che “al di là delle esperienze occasionali di consumo di alcol e di droghe leggere per scopi conviviali o legati al benessere e all’ispirazione artistica, si ritiene opportuno trasmettere un messaggio chiaro e inequivocabile alla popolazione sui comportamenti legati al consumo di alcool”. Come fa a essere chiaro e inequivocabile un tale messaggio? Se la questione è il presunto “consumo di alcol da parte del personale politico mentre svolge un’attività ad altissimo impatto potenziale”, come scrive Marini, nemmeno un’eventuale chiusura del bar interno rappresenterebbe una garanzia, così come nulla vieterebbe ad un consigliere di fumare marijuana per “ispirazione artistica” (sic!) prima di entrare in Consiglio, e tale ipotesi al confine dell’ironia si fa concreta preoccupazione leggendo certe esternazioni del consigliere…” ha poi concluso il Consigliere di AGIRE Claudio Cia.