Gianni Alemanno e Roberto Menia, attraverso una lettera pubblicata sul quotidiano “Il Tempo”, sono tornati a parlare dell’impegno che la Fondazione Alleanza Nazionale prenderà per riabilitare il nome di Giorgio Almirante. Finito al centro delle polemiche a seguito della proposta di Fratelli d’Italia di dedicargli una via a Roma.

Alemanno e Menia hanno dichiarato: “Per ovviare a questa situazione abbiamo avanzato due proposte al CDA della Fondazione. Innanzitutto ascoltare le proposte di uomini di cultura della nostra area per definire un programma di iniziative culturali, formative e di comunicazione. Per inizirare, abbiamo proposto di ascoltare un intellettuale che viene dal nostro mondo militante come Pietrangelo Buttafuoco, che ha già dato la sua disponibilità ad intervenire costruttivamente.”

Riprendendo le polemiche relative a Giorgio Almirante, i due hanno poi aggiunto: “Ancora una volta contro questa proposta (come già successo durante l’Amministrazione di centrodestra della Capitale) sono insorte non solo le organizzazioni antifasciste e i movimenti di sinistra, ma sopratutto la comunità ebraica di Roma. La motivazione addetta da questa opposizione è il presunto antisemitismo che avrebbe segnato la storia politica di Giorgio Almirante. In realtà tutti noi sappiamo, per diretta esperienza, quanto questa accusa sia infondata, visto non solo le prese di posizione personali di Almirante, ma sopratutto per il fatto che chiunque professasse idee antisemite o razziste veniva subito espulso dall’MSI. Tutte queste verità meritano un’approfondimento storico sul piano scientifico, in modo da cancellare definitivamente questa accusa infamante dalla figura di Giorgio Almirante.”

Concludendo Alemanno e Menia hanno affermato di aver proposto alla fondazione una ricerca storica dal tema “Il rifiuto del razzismo e dell’antisemitismo nell’azione politica di Giorgio Almirante e dell’MSI” per riabilitare il nome del defunto politico attraverso il lavoro di un team di storici di diversa estrazione culturale. La ricerca, una volta terminata, servirà come ulteriore prova del fatto che il lavoro politico di Almirante meriti un giusto e doveroso riconoscimento.