Alle amministrative la Lega avanza, ma il Movimento 5 Stelle non sfonda

Il centrosinistra aveva 16 sindaci nei comuni capoluogo di provincia e per ora ne riconferma solo 1. Il centrodestra ne aveva 3 e quest'oggi potrebbe già festeggiare a Treviso, Catania, Barletta, Siracusa, Vicenza e Imperia

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La Lega avanza, ma il Movimento 5 Stelle non sfonda, confermando gli ultimi sondaggi delle ultime settimane a livello nazionale.

Alle elezioni comunali del 10 giugno, che hanno visto al voto ai seggi 7 milioni di italiani, per rinnovare le amministrazioni in 761 Comuni di cui 20 capoluoghi, hanno partecipato il 61,1% degli aventi diritto, in calo rispetto al voto precedente (67,24).

Il centrodestra unito avanza, guidato dalla Lega: si prende Catania, dove il forzista Salvo Pogliese sconfigge al primo turno l’uscente Enzo Bianco e porta la Lega sopra i venti punti percentuali in ex città rosse come Pisa e Terni.

Il centrosinistra cala, al ballottaggio in alcune roccaforti storiche – come Ancona, Siena e Pisa – dove però un tempo le vittorie arrivavano di slancio. Mantiene la presa su Brescia con Emilio Del Bono, che vince al primo turno, ma perde Terni, dove al ballottaggio se la vedranno il candidato della destra (con la Lega al 29% dei voti) e quello del Movimento 5 stelle. A Trapani si impone Giacomo Tranchida, checorreva senza il simbolo del Pd (e con il sostegno di alcuni ras della destra), vincendo col 70%.

Il M5S, come riportato dal Fatto Quotidiano, appare in affanno: fuori dal municipi romani tornati al voto e al ballottaggio in quattro città capoluogo (Terni, Ragusa, Avellino e Barletta). Ma solo nella città iblea è la prima forza, dove amministrava dal 2013 con l’uscente Federico Piccitto (che non si è ricandidato). A Messina flop dell’uscente Renato Accorinti.