Ambiente. Italia condannata per non aver adeguato 44 discariche

“La condanna arrivata oggi da parte della Corte di Giustizia Ue nei confronti dell’Italia per non aver adeguato 44 discariche sparse per la Penisola non ci stupisce. Se non si interviene al più presto con le bonifiche il rischio è di incorrere in nuove salate multe come già avvenuto per altre discariche abusive, i depuratori mancanti e l’emergenza rifiuti campana. Per questo chiediamo di inserire anche questi siti, al centro della nuova condanna Ue, sotto la competenza del Commissario di Governo per la bonifica, prima che a pagare lo scotto per queste inadempienze saranno poi i cittadini”.

Con queste parole il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani ha voluto commentare la recente condanna dell’Italia da parte della Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

Successivamente Stefano Ciafani ha rincarato: “il Paese deve recuperare i ritardi e archiviare, al più presto e in maniera definitiva, la stagione degli impianti di smaltimento. La soluzione sta nello sviluppo dell’economia circolare, un’economia che fa bene all’ambiente, alla salute e al bilancio dello Stato. A chiedercelo è in primis l’Europa con il pacchetto di direttive da recepire entro luglio 2020. E questo dovremo fare, grazie alla tanto vituperata Europa che ancora una volta ci fornisce una ottima via d’uscita ai nostri problemi ambientali”.

Infine, concludendo il suo intervento, il presidente di Legambiente ha aggiunto: “per arrivare, però, a rifiuti zero negli impianti di smaltimento occorre realizzare in Italia mille impianti di riciclo, a partire dal centro sud, iniziando dal trattamento della frazione organica attraverso il compostaggio e la digestione anaerobica con produzione di biometano da immettere in rete o usare come carburante. Queste sono alcune delle opere pubbliche utili all’Italia di cui non si parla mai, ma che sono fondamentali da realizzare per la tutela dell’ambiente e dell’economia virtuosa”.