Anche in Trentino, esami di riparazione a settembre?

Una nuova iniziativa, curata da una docente di un istituto superiore della Provincia Autonoma di Trento, nelle ultime ore sta invitando tutti gli insegnanti a sottoscrivere un documento nel quale si invitano l’Assessore all’Istruzione, Università e Cultura Mirko Bisesti e il Dirigente generale del dipartimento Istruzione Roberto Ceccato a prendere in considerazione alcune nuove riflessioni sugli esami di riparazione a settembre.

Attraverso tale documento viene evidenziato come attualmente il sistema adottato all’interno della Provincia Autonoma di Trento sia dimostrato assolutamente deficitario in quanto permette ad alcuni studenti di effettuare “un percorso formativo che non consente di affrontare efficacemente le difficoltà e di superarle”. Il tutto unito all’attuale metodo di ammissione all’esame di Stato, che permette agli studenti di acquisire il diploma anche a fronte di gravi lacune mai sanate.

Per questo per l’insegnante sarebbe importante tornare agli esami di riparazione per 3 diversi motivi. Il primo sarebbe quello di responsabilizzare le scuole nel recupero delle lacune, così facendo gli insegnanti sarebbero chiamati a un impegno concreto nel fornire tutti gli strumenti necessari per affrontare e superare le difficoltà.

Inoltre ripristinare gli esami di riparazione a settembre porterebbe gli studenti ad una maggior attenzione nei confronti dei loro impegni scolastici. Sopratutto in considerazione dell’alternanza Scuola-Lavoro visto che il primo “lavoro” degli studenti è lo studio e che le discipline sono il primo fattore di orientamento.

Infine, indirizzerebbe le risorse economiche e logistiche da destinare alla qualità del sistema. L’attuale sistema, creato per evitare di investire risorse nelle attività di recupero e sostegno, va modificato per qualificare l’offerta formativa senza dimenticarsi del primo obiettivo fondamentale ovvero il raggiungimento, da parte di tutti gli studenti, della sufficienza in tutte le materie di studio.

È giusto del resto che i ragazzi che non sono riusciti, nel corso dell’anno scolastico, a raggiungere la sufficienza si impegnino per sanare le lacune, così come avviene in tutto il resto d Italia. Recuperare i debiti a settembre non è solo una prova scolastica, anzi è soprattutto una prova di vita: i ragazzi infatti sono posti di fronte la difficile prova di impegnarsi in una disciplina che non amano, o per la quale non hanno nessun interesse. Farli affrontare tale prova, insegna loro anche ad impegnarsi nel problemi della vita e nelle difficoltà.