Cia sul caso rimborsopoli: “Anche in Trentino i 5 stelle hanno il loro furbetto?”

“Sull’onda della paradossale vicenda della “Rimborsopoli” del Movimento 5 stelle, con i famosi bonifici eseguiti e poi revocati, quando non direttamente taroccati, ho voluto approfondire la situazione anche alle nostre latitudini per comprendere meglio la questione”. Con queste parole, in una nota stampa, interviene nuovamente il Consigliere regionale e provinciale Claudio Cia.

Proseguendo: “Grazie all’ossessione grillina per la trasparenza, in realtà semplice rendicontazione, i dati sono disponibili per tutti sul sito dedicato “TiRendiconto” con i dati dei due consiglieri regionali 5 stelle”.

“A parte alcuni evidenti strafalcioni, – si continua a leggere – si spera refusi ortografici, dove il consigliere altoatesino Köllenspergher dichiara di rinunciare “preventivamente ogni mese a: 6.250,00 €”, cosa di fatto impossibile che porterebbe il povero consigliere grillino a dover restituire mensilmente una cifra maggiore di quanto percepisce, la mia curiosità si è fermata sul controllo di quanto effettivamente verificabile, cioè le buste paga allegate”.

“Le indennità dei consiglieri – prosegue nella nota – sono fissate per legge, quindi dal punto di vista del netto non dovremmo trovare grandi differenze tra le buste paga dei consiglieri. Mi ha però incuriosito rilevare come sistematicamente l’indennità netta percepita dal grillino Köllenspergher sia inferiore a quella che ci si aspetterebbe, con una differenza mensile che ammonta a circa 500-600 euro, rispetto ad esempio al collega di partito trentino”.

E ancora: “Cercando di capire il perché di questa differenza, dopo la lettura delle varie voci che compongono il documento, si può affermare che la discrepanza deriva dalle trattenute IRPEF che per il consigliere 5 stelle sono superiori, proprio della cifra mancante dal netto. Ma come mai? Le modalità per effettuare le ritenute IRPEF sono fissate dalla legge e sappiamo che l’IRPEF si basa su diversi scaglioni con aliquote che vanno dal 23 al 43%. Si può ipotizzare che l’indennità del consigliere Köllenspergher sia tassata dal Consiglio Regionale in maniera diversa rispetto ai suoi colleghi consiglieri, ovvero direttamente con l’aliquota più alta (43%), probabilmente su richiesta dello stesso consigliere. Quale sarebbe il diretto risultato? Il grillino Köllenspergher beneficerebbe di un’indennità netta mensile inferiore rispetto ai colleghi e si troverebbe quindi vincolato a effettuare minori restituzioni, in base agli impegni sottoscritti con il suo stesso partito”.

“Considerato però – puntualizza il consigliere – che i conteggi si fanno in sede di dichiarazione dei redditi, se le ritenute IRPEF sull’indennità consiliare effettuate dal Consiglio risultassero superiori a quelle dovute… dalla dichiarazione emergerebbe un discreto credito a favore del consigliere (5000-6000 euro l’anno) da farsi rimborsare, anziché da restituire”.

“Se così fosse, – conclude infine nella nota – si tratterebbe di un curioso quanto ingegnoso meccanismo per beffare il proprio partito, portando anche il Trentino Alto Adige a vantare il suo ‘furbetto da restitution’, dimostrando ancora una volta che non basta il feticcio della rendicontazione per garantire la correttezza. Perchè la coerenza, così come l’incoerenza, è prima di tutto una qualità personale e non di gruppo, e nessuna forza politica può rivendicarla come suo esclusivo elemento distintivo”.