Antonio Di Pietro: “Salvini è un nuovo Berlusconi”

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30/06/2013 Roma, elezione del nuovo segretario al congresso straordinario dell'Italia dei Valori. Nella foto Antonio Di Pietro

Antonio Di Pietro è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano – Dentro la notizia”, condotta da Gianluca Fabi e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

 

In merito alla sentenza della Cassazione sui conti della Lega e alla reazione di Salvini nei confronti della Magistratura. “E’ un film già visto –ha affermato Di Pietro-. E’ un’umiliazione delle istituzioni che mi fa vergognare di questi rappresentanti del popolo e dovrebbe far indignare qualunque cittadino. Stiamo parlando di un segretario di partito che può anche dissentire da una sentenza, ma un ministro dell’interno che chiama in causa il Presidente della Repubblica affinchè riprende i magistrati, vuol dire stravolgere l’impianto costituzionale e democratico del nostro Paese. E’ inaccettabile che si chieda al Capo dello Stato di intervenire nei confronti del magistrato e a chiederlo è il ministro dell’interno. Mi rivolgo al M5S: vi rendete conto con chi vi siete associati? Vi siete associati con Berlusconi 2 la vendetta. Mi sorprende che il M5S faccia il pesce in barile. Se quello che sta facendo Salvini l’avesse fatto Berlusconi, il M5S sarebbe sceso in piazza. Quando uno si siede alla poltrona, Madonna come si appiccica! In questo Paese cambia tutto per non cambiare niente. E’ grave che Di Maio dica che sono fatti che riguardano il passato. Qui stiamo parlando di una vicenda di ieri, perché è ieri che il ministro dell’interno ha attaccato la Magistratura. Fra poco assisteremo a quello che ha fatto Berlusconi che è andato al governo per farsi le leggi per non farsi processare. Faranno anche loro leggi per impedire ai magistrati di fare il loro dovere? Il problema grave è che adesso abbiamo un Berlusconi più giovane al governo, ne prendiamo atto. Quel che è più grave è che gli alleati di questo governo hanno ottenuto il consenso popolare perché si opponevano a questo. Oggi tacciono, ma il loro silenzio è un silenzio complice, è un silenzio criminale. Chi sta nelle istituzioni e viene condannato se la prende col magistrato, anziché correre dal magistrato a dimostrare la propria innocenza. Il problema è che innocente non è. E’ come quello che se la prende col medico perché gli dice che ha un tumore. Un ministro dell’interno non può dire che quella è una sentenza politica e che il Capo dello Stato deve intervenire contro i magistrati. Se non esiste più l’indipendenza del magistrato, è finita la democrazia. Anche io sono stato attaccato per aver fatto sentenze politiche, ma mica era colpa mia se quelli rubavano”.