Assalto al Palazzo della Provincia. Era doveroso lo sgombero da parte delle Forze dell’Ordine

Sono ancora di strettissima attualità i fatti occorsi lo scorso venerdì, quando una folla inferocita di manifestanti appartenenti ai centri sociali è riuscita a penetrare nel Palazzo della Provincia per protestare contro l’evento organizzato dagli Assessori Mirko Bisesti e Stefania Segnana dal titolo: “Donne e Uomini. Solo stereotipi di genere o bellezza della differenza?”.

L’evento organizzato dai due assessori, organizzato per fornire un momento culturale e di riflessione a chiunque fosse stato stato interessato al tema, è stato rovinato dalla furia di un gruppo di persone che ha pensato bene di strumentalizzare, ancora una volta, un evento culturale per loro sterili e inutilmente violente proteste.

L’insano gesto di questi incivili, perchè solo così possono essere chiamati, ha provocato numerosi disagi anche al personale che stava lavorando all’interno del Palazzo della Provincia.

Tempestivamente bloccati dalle forze dell’ordine, i manifestanti, arrivati molto vicino (poco più di 10 metri) all’aula dove si stava svolgendo l’evento, non hanno fatto certo mancare la loro “educazione” minacciando gli organizzatori con urla e volantini e costringendo le forze dell’ordine a far sgomberare la zona piena anche di persone che cercavano solamente di entrare per assistere all’evento.

Terrorizzare chi sta lavorando è un gesto che fa ben capire quali fossero le reali intenzioni di questi manifestanti. Non protestare in nome di qualche ideale, ma solamente cercare di creare il maggior numero di disagi possibile, anche a costo di mettere in pericolo l’incolumità di persone che con la politica poco, se non nulla, hanno a che fare.

Incredibilmente, una volta risolta la situazione e placati gli animi, alcune persone sono riuscite a protestare e polemizzare sul fatto che le Forze di Polizia per cercare di ripristinare l’ordine abbiano deciso di far sgomberare le zone limitrofe all’ingresso principale del Palazzo della Provincia, allontanando non solo i manifestanti ma anche la popolazione che non era riuscita ad entrare per carenza di posti.

Tali polemiche sono assolutamente sterili e prive di ogni fondamento perchè, se da un lato gli organizzatori dell’evento si sono trovati di fronte a persone civili che aspettavano educatamente di entrare per assistere ad un incontro culturalmente interessante, dall’altro una nutrita schiera di “elementi” ha pensato bene di sentirsi autorizzata ad eccedere nella violenza una volta visto che non era più possibile entrare per mancanza di posti.

Considerato che non vi è mai stata la volontà di escludere a priori nessuno ma che l’evento era aperto a tutta la popolazione, la portata degli abusi perpetrati dai manifestanti assume connotazioni addirittura grottesche. In un mondo civile quando un evento raggiunge il limite massimo di capienza, le persone non possono fare altro che prenderne atto e tornare a casa.

Considerate queste premesse diventa assurdo anche solo pensare che di fronte ad un momento di crisi, come quello avvenuto venerdì, le forze dell’ordine abbiano agito con il chiaro intento di penalizzare un gruppo di persone per i loro ideali politici.

Le Forze di Polizia hanno agito, come sempre, nel tentativo di recuperare una situazione critica e di far tornare la calma ad un evento che era stato organizzato con il chiaro intento di fornire un momento culturale e di riflessione alla popolazione, tanto più che i manifestanti stavano bloccando una delle uscite principali del Palazzo.

A dimostrazione di ciò vi le testimonianze delle numerose persone che erano arrivate al Palazzo della Provincia con l’intento di assistere all’evento e che, una volta saputo che erano stati raggiunti i limiti di capienza, sono tornate indietro senza creare problemi e senza assurgere ad improbabili discriminazioni politiche.

Probabilmente le polemiche sorte intorno alle operazioni di sgombero sono state “lanciate” da persone con la chiara intenzione di voler criticare a tutti i costi l’operato del Governo Provinciale e delle Forze dell’Ordine. Queste polemiche “per partito preso” oltre ad essere inutili non fanno altro che destabilizzare un’ambiente che in questo momento ha solo bisogno di tranquillità.

E’ necessario, arrivati a questo punto, fare un passo indietro e tornare a meditare sulle reali priorità in materia di sicurezza. Perchè a fronte di un attacco violento alle istituzioni è impensabile che venga considerato più grave l’allontanamento di una folla di persone nel chiaro tentativo di ripristinare l’ordine precostituito.

Carlo Alberto Ribaudo