Austria: presidenziali da rifare, occasione per le destre europee.

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Sembra che anche nella avanzata e civile Austria le elezioni possano nascondere brogli ed irregolarità.
È di queste ore, infatti, il pronunciamento della corte costituzionale di Vienna che ha invalidato la recente tornata elettorale di ballottaggio dove per un’incollatura, circa 30.000 voti, il verde Van der Bellen ha prevalso sul candidato di destra Norbert Hofer.

La suprema Corte austriaca ha infatti certificato l’esistenza di irregolarità nello spoglio in alcuni seggi a seguito del ricorso presentato dall’Fpoe lo scorso 22 maggio.
Ricorderemo che in talune località la compagine verde aveva totalizzato un numero di voti addirittura superiore all’effettivo numero di votanti.
“Le elezioni sono il fondamento della nostra democrazia e il nostro compito è di garantirne la regolarità. La nostra sentenza deve rafforzare il nostro Stato di diritto e la nostra democrazia”, ha affermato il presidente della Corte costituzionale Gehrart Holzinger prima di pronunciare la sentenza.
Si profilano nuovi mal di pancia per i fan di “UE senza se e senza ma” che non hanno ancora assorbito la vicenda Brexit e che guardano attoniti la borsa di Londra performare tranquillamente nonostante le funeste previsioni di questa o quella cancelleria centrale.
Si perché, proprio sull’onda di Brexit il nuovo risultato delle presidenziali austriche potrebbe essere molto diverso posizionando nel cuore dell’Europa teutonica una presidenza certamente euroscettica e certamente più nazionalista del tiepido Van der Bellen.

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