Bandiera del Reich. Il Carabiniere: “Non sapevo fosse un simbolo neonazista”

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carabinieri, bandiera

«Mi sono iscritto alla facoltà di Storia dell’università La Sapienza di Roma e voglio laurearmi lavorando. Quella bandiera per me rappresenta solo un periodo storico al quale mi sono appassionato, niente di più. Chiedo scusa se ho violato i regolamenti”, sono queste le parole pronunciate dal Carabiniere che è stato coinvolto nella vicenda della Bandiera del Reich a Firenze. Il giovane, come riporta il Corriere della Sera, risulta sconvolto da quanto successo, anche perché di politica assolutamente non si interessa.

Studente modello, ha a soli 22 anni e un certificato di bilinguismo. Le sue scuse non potranno bastare e a fine ottobre del 2019 scadrà il periodo di ferma volontaria permanente e, se dovesse essere raggiunto da gravi provvedimenti disciplinari (oltre alle denunce alla procura ordinaria e a quella militare c’è un’inchiesta interna dell’Arma), rischia di dover lasciare l’arma dei Carabinieri.

La ministra della Difesa Roberta Pinotti, infatti, non ha perso tempo e ha chiesto al comandante generale dell’Arma, il generale Tullio Del Sette, chiarimenti e provvedimenti: “Perché la Repubblica e la Costituzione si fondano sui valori della Resistenza e sulla lotta al fascismo e al nazifascismo – ha spiegato la ministra — Chiunque giura di essere militare lo fa dichiarando fedeltà alla Repubblica, alle sue leggi e alla Costituzione. Chi espone una bandiera del Reich non può essere degno di far parte delle forze armate e dunque dei carabinieri essendo venuto meno a quel giuramento

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