“Bando da vigile aperto ai profughi”. Secchi: “Obbligati dalla legge”

In riferimento alla questione relativa al “Bando da vigile aperto ai profughi”, così come titolato da un quotidiano locale, è intervenuto il Sindaco di Avio Federico Secchi che ha spiegato come mai sia stato previsto simile concorso, concorso che interessa anche il Comune di Avio oltre a quello di Ala dato che è presente un Corpo intercomunale di Polizia Municipale Ala – Avio. Il concorso pubblico per esami è stato previsto con la possibilità anche per i profughi di parteciparvi, ricorda Secchi, per via della Legge 06/08/2013 n° 97, in G.U. 20/08/2013, legge con la quale l’Italia si è adeguata alle direttive dell’Unione e a svariate sentenze emesse, in forza di queste, dalla nostra magistratura. Secchi a riguardo ha affermato: “Pertanto, i lavoratori extracomunitari possono, in virtù di tali disposizioni, fare domanda per partecipare ai concorsi pubblici, in presenza di determinati requisiti e per determinate funzioni. E così è stato per i concorsi pubblici banditi da quella data in poi. Dura lex sed lexLo stesso bando di Ala prevede, poi, al punto 10, che i candidati, per poter essere ammessi siano in possesso delle condizioni soggettive previste dall’art. 5, secondo comma della legge 7 marzo 1986 n. 65 (Funzioni di polizia giudiziaria, di polizia stradale,di pubblica sicurezza)”. 

Il Sindaco di Avio Federico Secchi ha ricordato che, sebbene la normativa sul pubblico impiego prevede infatti che i cittadini dell’Unione europea possano accedere a quei lavori pubblici che non comportano esercizio diretto o indiretto di pubblici poteri e funzioni, oppure che non risultano necessari per l’interesse nazionale, è chiaro altresì che, in particolare, il requisito della cittadinanza italiana va sicuramente previsto in caso di funzioni che comportano l’elaborazione, la decisione, l’esecuzione di provvedimenti autorizzativi e coercitivi.

In conclusione Secchi ha affermato: “Per questo, posto che la questione è complessa, lunedì chiederò un’ulteriore ed approfondita verifica e se dovessero emergere controversie interpretative – che non credo – ne chiederò il ritiro e la sua riformulazione. Senza conclusioni affrettate e nel pieno rispetto della legge. Avendo sempre a cuore l’interesse della mia Comunità”.