BIKE SHARING: 31 STAZIONI A TRENTO, PERGINE E ROVERETO

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Il progetto e-motion mira a salvaguardare le città dall’inquinamento, concorrendo a ridurre il traffico, l’inquinamento acustico e l’emissione di gas serra, per migliorare la qualità della vita e renderla più a misura d’uomo, attraverso l’uso di forme di trasporto attivo a basso impatto ambientale. Nella mobilità sostenibile, quella elettrica rappresenta una delle alternative più funzionali per la tutela dell’ambiente e l’utilizzo della bicicletta per i piccoli spostamenti quotidiani è sicuramente il più economico, ecologico e salutare, oltre ad essere in costante crescita. Un dato significativo a livello europeo indica come negli ultimi due anni siano state vendute più biciclette che automobili, una tendenza che il Trentino sta assecondando, basti pensare alla rete di piste ciclabili che supera i 430 km di tracciati su 576 in progetto, con circa 2 milioni di passaggi all’anno.

Nell’ottica appunto di favorire lo sviluppo della mobilità alternativa la Provincia autonoma di Trento sostiene da tempo l’utilità di un sistema integrato che permetta di utilizzare, per mezzo di un’unica smart card, i diversi mezzi di trasporto sul territorio provinciale. Arrivando in città con il treno, la corriera o l’auto privata, si potrà utilizzare la bicicletta pubblica del bike sharing per gli spostamenti sul territorio urbano. Si tratta di una sorta di “noleggio senza conducente” di terza generazione, che rende disponibile una flotta di biciclette, tradizionali e a pedalata assistita, e consente di effettuare gli spostamenti in ambito urbano, integrato e complementare con gli altri mezzi di trasporto, pubblici e privati, slegato da uno specifico tragitto e da qualsiasi orario.

Il progetto di bike sharing si integra infatti con il sistema sistema MITT (Mobilità Integrata Trasporti del Trentino), ovvero con le smart card, che dovranno essere prima opportunamente abilitate, dotate di microchip per permettere all’utente di pagare con una sola tessera il biglietto del bus/treno e di usare le biciclette del bike sharing.

Si tratta, in sostanza, di un servizio di trasporto pubblico moderno ed individuale, dove il cittadino è protagonista di un percorso che deve compiere rispettando le regole del codice della strada. Ciascun pedalatore, che si farà carico di preservare l’integrità della bicicletta per poterla rendere disponibile all’utilizzatore successivo, potrà disporre gratuitamente del mezzo per un breve periodo, allo scopo di favorire il maggior numero possibile di utilizzi.

Nel dettaglio saranno installati 384 stalli distribuiti in 31 stazioni: 12 a Trento, 12 a Rovereto e 7 a Pergine Valsugana. Il numero di stalli maggiore rispetto a quello delle biciclette serve per un riposizionamento dei mezzi: in ognuna delle stazioni, infatti, si potranno prelevare e restituire, senza vincoli di orario e senza l’intervento di alcun operatore, ma semplicemente avvicinando alla sommità delle colonnine la smart card del trasporto pubblico, 132 biciclette a pedalata assistita e 65 city bike; queste ultime si troveranno solo sul territorio del Comune di Trento.

Le biciclette a pedalata assistita sono facili da usare e grazie al motore da 250 W permettono di ridurre virtualmente le pendenze, dando la sensazione di pedalare in pianura anche quando si stanno risalendo brevi tratti di strada con pendenze fino al 10%, l’autonomia dichiarata è di circa 50 km. Tutte le stazioni e i punti di ricarica saranno poi in rete, quindi sarà possibile prelevare un mezzo da una stazione e restituirlo in un’altra, purché lo si faccia all’interno dello stesso Comune.

Fonte: Provincia Autonoma di Trento

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