Birra e farmaci: evasione Iva per 9 milioni di euro

0
43

Il personale della Direzione Interregionale per la Campania e la Calabria ha concluso nei giorni scorsi due complesse indagini nell’ambito di due importanti procedimenti penali.

Per il primo di essi, in data 17 e 18 dicembre u.s., 120 funzionari ( di cui 110 della sola Campania) hanno eseguito, su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, perquisizioni presso le sedi di alcune società ubicate in diverse città sul territorio nazionale.

Le operazioni sono state condotte, in alcuni casi, anche con il supporto della Polizia postale e si sono concluse con il sequestro di copiosa documentazione contabile o con l’acquisizione di copia forense di personal computer.

L’attività investigativa, che ha originato l’operazione, è stata avviata dalla predetta Direzione Interregionale a seguito di un controllo incrociato richiesto da un ufficio della Direzione Interregionale del Lazio e Abruzzo su di un autotrasportatore attraverso il quale erano state evidenziate fittizie transazioni intracomunitarie di birra, mentre il prodotto oggetto della compravendita risultava non aver mai lasciato il territorio dello Stato Italiano.

L’attività di P.G. condotta ha accertato la falsità delle cessioni intracomunitarie effettuate da una società con sede legale in Roma, a diverse società collocate nel territorio comunitario (Portogallo, Romania, Bulgaria). Il meccanismo fraudolento ha consentito all’organizzazione criminale di evadere l’Iva per un importo pari a circa € 9.000.000.

La seconda attività di indagine è invece si è svolta su delega della Procura della Repubblica di Benevento, unitamente alla Guardia di Finanza di Benevento.

Anche in questo sono state eseguite numerose perquisizioni, operate da 26 funzionari contestualmente in otto siti, di cui due depositi, quattro abitazioni private, lo studio di un commercialista e una farmacia a seguito delle quali si è proceduto al sequestro di copiosa documentazione e copia forense di personal computer.

L’ipotesi investigativa, già in parte provata, riguardava la ricettazione di farmaci oggetto di furto attraverso l’utilizzo di società cartiere con sede estera, che provvedevano all’emissione di fatture di vendita “a copertura” dei farmaci di illecita provenienza.

[Photocredit www.notix.it]

Comments

comments