BOLZANO: VITALIZI E RICORSI, PERDITA DI CREDIBILITA’, MA NON PER “DURNI”

0
35

Hanno sicuramente una grande “gatta da pelare” i politici al secolo dell’Alto Adige, nella lotta contro i ricorsi, ad opera di alcuni dei politici interessati che sono comparsi nella lista degli oltre 60 ricorrenti. Se ne parlava lo scorso anno, di lui, Luis Durnwalder, che conti alla mano è stato già al centro di diverse polemiche, non solo per i vitalizi maturati nel corso della indefessa carriera politica, bensì anche in merito all’accumulo di rendite, da diverse mansioni e cariche politiche, che lo hanno reso forse il più ricco, ma più che altro famoso, tra i politici locali, proprio per questa sua “aurea situazione”. Da parte sua, Durnwalder, non ha mai fatto mistero di non essere disposto a “mollare l’osso”, conti alla mano le giornate e le ore di lavoro, come lui stesso ha dichiarato, dalle 6 del mattino circa alle 23 o 24, ci sono, una vita per la politica.

Ad oggi è sempre stato difeso, premiato dai voti, mai messo in discussione, a onor di cronaca, mai stato al centro di scandali, disservizi o di gravi omissioni di forma. Coerente. E ora che è tempo di vivere e raccogliere il seminato, la logica non cambia. Dalla sua parte la ferrea logica, unico esponente ad aver da sempre dichiarato la sua contrarietà a questa situazione, ma gli altri?

Liliana di Fede, esponente del Partito dei Democratici, non ci sta: “Uno dei più clamorosi autogol che la politica possa realizzare è quello di continuare a difendere privilegi, come quello dei vitalizi, indifendibili soprattutto di fronte alle difficoltà che affrontano, anche in Adige Adige, famiglie, disoccupati, operai in cassa integrazione e pensionati”. “Fermo restando il sacrosanto diritto di ciascuno di poter presentare ricorso – prosegue Di Fede – non è assolutamente comprensibile andare contro una norma che, anche se in parte, pone rimedio a una situazione anacronistica in una fase di crisi in cui ben più importanti diritti sono limitati”.

 

Comments

comments