CAMPI ROM E MICRO-AREE SINTI: BOLZANO A UN BIVIO

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Micro-aree a Bolzano: la destinazione assegnata per la costruzione della microarea di Piè de Virgolo, che si inserisce dove vi è attualmente in proroga un distributore di benzina e GPL richiede una bonifica e dei costi, attualmente stimati in 300 mila euro, che la Città di Bolzano dovrà sostenere nel 2015. Un’area contesa da 3 anni, che nel 2015 dovrà essere definitivamente assegnata, a completamento del piano urbanistico della città di Bolzano. Sparirebbero il “Ristorante Toscano” e il “Distributore Nord Petroli”, l’area sarebbe bonificata e comparirebbe una delle “Micro-aree Sinti”.

Unitalia, esprime la contrarietà alla costruzione di nuove aree per nomadi, dello stesso parere L’Alto Adige nel cuore.
L’area dovrebbe essere destinata alla gestione di una sola famiglia Sinti. Si parla di un progetto che prevede la differenziazione delle aree attrezzate tra Campi Rom, da una parte e Microaree famigliari per Sinti, dall’altra.

Alessandro Urzì, portavoce de l’Alto Adige nel cuore, esprime il suo parere contrario con le seguenti motivazioni: “Il progetto di occupazione con un campo attrezzato anche dell’area del distributore in via Piè di Virgolo peraltro contrasterebbe con i progetti mai portati a termine dell’arginale che prevedeva nei piani originali uno svincolo interrato di collegamento con l’asse terminale di viale Trento verso Ponte Roma e ponte Loreto – aggiungendo che – la zona diventerà un luogo deputato all’emargnazione sociale”.

In oggetto della discussione il problema della stanzialità. La richiesta di una Microarea è legata al problema della non stanzialità, se la tradizione nomadica di Rom e Sinti prevede la possibilità di spostarsi nel corso della vita tra le diverse aree adibite, essa cozza con i doveri legati alla residenzialità in Italia: “Come impegno per la prossima amministrazione che sarà eletta a maggio del 2015 poniamo subito la chiusura di queste aree e la chiusura dell’epoca del nomadismo a Bolzano. Chiunque può essere cittadino di questa città con pari diritti ma anche pari doveri, anche economici” spiega Urzì.

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