Un ex militare statunitense ha confessato di essere l’autore materiale dei duplici delitti avvenuti a Firenze fra il 1974 e il 1985. Secondo un’inedita testimonianza al vaglio in queste settimane dalla Procura di Firenze, l’uomo ha ammesso in una telefonata di alcuni mesi fa di essere il serial killer già noto negli Stati Uniti con il nome di “Zodiac”. Si tratterebbe di Giuseppe “Joe” Bevilacqua, ovvero la stessa persona che uno dei “compagni di merende” Mario Vanni, aveva chiamato “Ulisse” in una conversazione intercettata il 30 giugno 2003 nel carcere Don Bosco di Pisa.

I recenti clamorosi sviluppi sono stati approfonditi su Radio Cusano Campus a “La Storia Oscura”, trasmissione curata e condotta da Fabio Camillacci. Tra gli altri è intervenuto Davide Cannella investigatore privato e carabiniere che segue la vicenda del mostro di Firenze dal 1985 e che ha lavorato come consulente di Pietro Pacciani, dei Vinci (la pista sarda) e dello stesso Vanni: “Io non ho parole –ha esordito Cannella– ormai questa storia del mostro di Firenze è diventata una farsa. Una vicenda che ormai si è impantanata dentro numerose storie, tutte inesatte. Da quella drammatica storia è venuto fuori e continua a venir fuori di tutto. E tutto questo non fa altro che complicare ulteriormente le inchieste rimaste in piedi. In realtà -ha concluso Cannella a Radio Cusano Campus- gli inquirenti avrebbero dovuto seguire meglio la cosiddetta ‘pista sarda’ legata ai Vinci. Io quello che so e che posso dire è che il vero mostro di Firenze fu portato in caserma e interrogato per poi essere rimesso in libertà e scagionato; un po’ come accadde in Russia per il mostro di Rostov. Però, successivamente il terribile Chikatilo fu incastrato e arrestato, il mostro di Firenze no”.