COMMISSARIAMENTO PER IL GRUPPO MERCATONE UNO

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Un forte restyling delle catene dei negozi, che riguarda 40/50 punti vendita su 79 complessivi, è quello che si presenta per la Mercatone Uno, catena di negozi italiana che ha appena concluso ieri la fase del Concordato Preventivo.

In seguito al concordato per il recupero di poco più di mezzo miliardo, da pagare ai fornitori, la seconda fase sarà programmata entro la fine del mese di Aprile. Per i dipendenti, al momento, ci sono solo i dati di fatto: gli stipendi sono stati percepiti e
fruiranno dei supporti statali del caso.

L’accordo del Ministero non ha toccato i punti vendita in attivo, tra cui Trento, tuttavia i primi segni di crisi nei punti vendita italiani si sono visti a pasquetta, con la chiusura dei punti vendita.
I Commissari nominati: Vincenzo Tassinari, Ermanno Sgaravato e Stefano Coen, nominati dalla Ministra allo Sviluppo economico Federica Guidi, dovranno garantire fino al 31 maggio il pagamento dei dipendenti e riformulare le proposte della catena.

Per i negozi le possibilità sono diverse: dall’assorbimento da parte di Oro, sempre del gruppo, alla riformulazione dei punti vendita.

Per il Trentino, in cui il punto vendita non presenta buchi di bilancio, come spiegato dal direttore, la situazione nazionale potrebbe diventare un problema.

A poca distanza dal Mercatone Uno Trentino resta in discussione la costruzione di un ulteriore centro commerciale rotaliano, mentre per il settore del mobile anche la stessa Tramontin presenta flessioni dovute alla crisi.

Filcams garantisce che non saranno i dipendenti a pagarne le spese, tuttavia il market rotaliano della Mercatone Uno non è solo un mobilificio: dai prodotti per la casa, agli attrezzi per il tempo libero, la non specializzazione nel settore, seppur predominante, del mobile, era certamente la principale attrattiva.

Allontanata, al momento, l’ipotesi di ulteriori insediamenti di negozi di mobili in Trentino, resta però sul tavolo di concertazione anche la presenza di alternative a Mercatone Uno, che nel tempo si è affermato come centro di attrattiva per le giornate festive, molto frequentate dai compratori, una scelta in direzione opposta, dunque, potrebbe essere un grave danno per il punto vendita.

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