Confino per i migranti in Danimarca: realtà o propaganda?

La Danimarca da qualche mese starebbe pensando ad un vero e proprio confino per i richiedenti asilo condannati o che risiedono in un limbo giuridico che ne impedisce permanenza e rimpatrio. L’idea proviene dal Partito Popolare Danese, formazione di destra che contribuisce a garantisce la stabilità del governo liberal-conservatore in carica dal 2015.

La destinazione prescelta dovrebbe essere l’isola di Lindholm, un piccolo fazzoletto di terra di circa un chilometro quadrato, situato in un’insenatura del Mar Baltico distante circa tre chilometri e mezzo dalla costa. Una moderna Alcatraz al momento disabitata, in quanto ospitante solo dei laboratori veterinari statali che conducono ricerche sulle malattie infettive animali. L’isola è scarsamente collegata con la terraferma e dal 2021 dovrebbe iniziare ad ospitare in nuove strutture un centinaio di migranti, che dovrebbero convivere con gli attuali laboratori. Il progetto è stato inserito nella legge di bilancio del 2019 e sembra poter diventare realtà, nonostante la poca chiarezza su alcuni punti.

Gli ospiti infatti non sarebbero formalmente dei detenuti ma avrebbero solo l’obbligo di rientro serale nella struttura. Trattandosi però di un’isola circondata per chilometri da acque con temperature rigidissime e visti i quasi inesistenti collegamenti con la costa i residenti sarebbero di fatto dei carcerati veri e propri. Lo ricorda anche il discutibile video di presentazione del progetto su Twitter, che vede una barca scaricare un uomo di colore probabilmente musulmano su una sorta di piccolo scoglio. Le opposizioni sono ovviamente insorte e, come riportato dal New York Times, la Corte Europea dei Diritti Umani starebbe vigilando sul caso.

La Danimarca negli ultimi anni sta cercando di diventare un posto sempre più inospitale per i migranti; lo confermano le parole del ministro per l’immigrazione Stojberg: “Non sono i benvenuti in Danimarca, e lo percepiranno” e del Primo Ministro Rasmussen, che ricorda come il paese non intenda più integrare i rifugiati ma solo ospitarli finché non potranno fare ritorno a casa. D’altro canto, le opposizioni vedono il confino come una mera iniziativa propagandistica, dati gli alti costi di costruzione e gestione in rapporto alle poche persone ospitate. Propaganda o meno l’iniziativa del governo è un chiaro messaggio ai migranti e all’Europa stessa: la Danimarca non è più una terra disposta ad accogliere chiunque.