Corsi di genere. Cia (Agire): “Stupito da presa di posizione di professori e accademici”

Claudio Cia

Il Consigliere provinciale di AGIRE per il Trentino Claudio Cia ha voluto commentare personalmente le recenti polemiche occorse a seguito della sospensione dei corsi di genere da parte della Giunta.

Claudio Cia, attraverso una nota, ha espresso le proprie perplessità sulla vicenda dichiarando: “ha stupito e non poco la presa di posizione dei professori del Liceo Classico Prati, del Liceo Da Vinci e di oltre 330 accademici dell’Università di Trento sulla sospensione dei corsi di genere da parte della Giunta Fugatti. Naturalmente non è da mettere in dubbio la libertà di manifestazione del pensiero di tutte queste persone che sono libere di appoggiare qualsiasi causa ritengano degna della loro attenzione. Trovo invece decisamente opinabili l’atteggiamento della politica e della stampa in questa situazione. Se da un lato bisogna dare atto della preparazione di insegnanti e accademici che ogni giorno insegnano nelle nostre classi è altrettanto vero che, su tematiche che riguardano il pensiero politico, non tutto quello che esce dalle loro penne e dalle loro bocche va preso per oro colato”.

Proseguendo nell’intervento il Consigliere Claudio Cia ha poi aggiunto: “bastino, su tutti, due esempi: negli anni bui del nazi-fascismo non era raro trovare accademici e insegnanti avallare con articoli e lezioni le tesi propugnate da queste dittature (basti pensare al manifesto della razza o alla teoria del ghiaccio cosmico di Hörbinger) oppure sostenere fanatici e irrealizzabili progetti come quello di Atlantropa (il sistema di dighe sul Mediterraneo che avrebbe dovuto portare all’emersione di nuove terre coltivabili e colonizzabili)”.

Infine, concludendo la nota, il Consigliere provinciale di AGIRE per il Trentino ha ricordato: “siamo ormai distanti da quel periodo, ma i toni accesi della propaganda politica in tema di corsi di genere lo ricordano in pieno. Basti pensare che nel 2015 il Pd del Trentino affermò: ”È importante essere educati sin dalla giovanissima età, con metodo scientifico, oggettivo, curato…”. Un modello di staliniana e hitleriana memoria quello di infondere nel cervello della gioventù un nuovo modello di Stato e di uomo. Come sottolineato in precedenza, io mi pongo dalla parte della libertà di manifestazione del pensiero convinto come sono che, esattamente come con quanto successo con tesi, teorie e progetti del nazi-fascismo, anche la teoria gender verrà squalificata dalla storia”.