L’economista Carlo Cottarelli, scelto nella giornata di ieri dal Presidente della Repubblica, dopo la frattura con l’aspirante governo giallo-verde sulla mancata nomina al Mef di Paolo Savona, è stato costretto a rimandare a domani l’incontro con il Capo dello Stato. A comunicarlo, attraverso il portavoce del Quirinale, è Grasso.

Cottarelli dunque, salito al Quirinale alle 16,30 con la lista dei ministri del suo governo, ha chiesto altro tempo: aprendo, tra le varie ipotesi, ad una possibile rinuncia all’incarico. Lo fa in un momento abbastanza turbolento per i mercati, dove (proprio a causa dell’incertezza in merito al futuro governo) lo spread sale fino a toccare quota 320. 

Intanto il Movimento Cinque stelle, affiancato dalle altre forze di maggioranza, chiede insistentemente di tornare al voto il prima possibile. “Il M5s – dice il capogruppo M5s in Aula – non molla, non illudetevi. Anzi, ci state rafforzando ogni giorno di più. Dobbiamo tornare al voto, dobbiamo farlo il prima possibile. E dobbiamo finalmente, dopo quello che è accaduto, segnare il riscatto di milioni e milioni di italiani”.

Anche il Pd, inizialmente per la fiducia, fa ora rotta verso l’astensione: “Il Pd – dice Maurizio Martina – sostiene con piena convinzione l’operato del Presidente Mattarella e la scelta di varare un Governo neutrale che porti alle elezioni anticipate. E proprio per rispettare il carattere di neutralità politica del Governo credo che sia opportuno che il PD si astenga sul voto di fiducia. Convocheremo a breve e prima della fiducia la Direzione nazionale e lì decideremo”.

Il voto anticipato, già in estate, appare ora sempre meno improbabile.