Da Roma Rossini (PATT) punta all’annessione al Trentino dei paesi di Pedemonte, Valvesino e Magasa

La neo-eletta onorevole Emanuela Rossini non ha perso tempo a Roma, presentando subito due proposte di legge: una, la cui soluzione si attende da tempo, per il rientro dei paesi di Pedemonte, Valvestino e Magasa, attribuiti alle regioni confinanti durante il periodo fascista ma da sempre appartenenti al territorio trentino; la seconda in collaborazione con la collega dell’SVP Renate Gebhard a contrasto del fenomeno noto come femminicidio.

Così racconta da Roma la stessa Rossini: “Ho presentato alla Camera due proposte di legge costituzionale per il distacco del Comune di Pedemonte dalla regione Veneto e dei comuni di Valvestino e di Magasa dalla regione Lombardia e per la loro aggregazione al Trentino-Alto Adige /Südtirol. Contestualmente ho presentato insieme alla collega Gebhard della SVP una proposta di legge a sua prima firma per l’istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere”.

Le proposte di legge relative ai Comuni –sottolinea la deputata del Patt- erano state presentate dal Patt con il senatore Panizza nella precedente legislatura al fine di perfezionare la procedura avviata con il referendum del 21 e 22 settembre 2008 per i comuni di Valvestino e di Magasa e con il referendum del 9 e 10 marzo 2008 per il comune di Pedemonte, nei quali i cittadini avevano espresso la volontà di essere riaggregati e di tornare nella provincia autonoma di Trento. Io le ho ripresentate come primo atto del mio mandato parlamentare al fine di consentire la loro calendarizzazione a breve.

Vi sono ragioni storiche, culturali, linguistiche, geografiche ed economiche che motivano tale ritorno. E vi è una condivisione consolidata con la Provincia autonoma di Trento in settori importanti dell’amministrazione dei territori come ad esempio il catasto edilizio urbano. In ordine al sistema giudiziario i Comuni di Valvestino e Magasa fanno parte del distretto della Corte d’appello di Trento, con competenza del tribunale di Rovereto e del giudice di pace di Riva del Garda e sotto il profilo ecclesiastico sono parte dell’arcidiocesi di Trento. Per quel che riguarda il comune di Pedemonte è bene sapere ad esempio  che il 7 marzo 2000 il consiglio comunale di Pedemonte votò all’unanimità una delibera di adesione al  Dizionario Toponomastico Trentino e che conseguentemente furono accettate in toto tutte le norme in materia di vincoli sulla toponomastica della Provincia autonoma di Trento ed è inoltre importante –conclude Emanuela Rossini- che il 28 luglio 2003 il consiglio comunale di Pedemonte abbia chiesto all’unanimità di considerare l’intero territorio comunale soggetto alla salvaguardia ed alla valorizzazione e diffusione della lingua cimbra e delle tradizioni storico-culturali della minoranza linguistica cimbra”.