A DIECI ANNI DA NASSIRIYA

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Dieci anni da Nassiriya, dieci anni da quella giornata che ha cambiato un certo modo di vedere le missioni all’estero. Un fatto che ha risvegliato il nostro paese ricordandoci l’orrore della morte in guerra, orrore che si era assopito nelle nostre menti. Alle ore 10:40 ora locale, le 08:40 in Italia, un camion cisterna pieno di esplosivo scoppiò davanti la base MSU italiana dei Carabinieri, provocando l’esplosione del deposito munizioni  della base e la morte di diverse persone tra Carabinieri, militari e civili.

Il Carabiniere Andrea Filippa, di guardia all’ingresso della base “Maestrale”, riuscì ad uccidere i due attentatori suicida, tant’è che il camion non esplose all’interno della caserma ma sul cancello di entrata, evitando così una strage di più ampie proporzioni. I primi soccorsi furono prestati dai Carabinieri stessi, dalla nuova polizia irachena e dai civili del luogo. Nell’esplosione rimase coinvolta anche la troupe del regista Stefano Rolla che si trovava sul luogo per girare uno sceneggiato sulla ricostruzione a Nasiriyya da parte dei soldati italiani, nonché i militari dell’esercito italiano di scorta alla troupe che si erano fermati lì per una sosta logistica.

Fabrizio Quattrocchi Fu un’azione di guerra, un’azione che vide il nostro paese schierato sulla prima linea contro un popolo che non accettava l’intervento straniero. Seguirà dopo pochi mesi il rapimento di Fabrizio Quattrocchi che si concluderà nella sua eroica morte e con quella frase che rimarrà sempre nella nostra mente: “Vi faccio vedere come muore un italiano”. Quella di Fabrizio è un’altra storia che si ricollega a quella dei Caduti di Nassiriya in merito al coraggio dimostrato da noi italiani nel momento del bisogno, nonché al senso di fedeltà ai valori della nostra patria.

I morti furono diciannove: Massimiliano Bruno, Giovanni Cavallaro, Giuseppe Coletta, Andrea Filippa, Enzo Fregosi, Daniele Ghione, Horacio Majorana, Ivan Ghitti, Domenico Intravaia, Filippo Merlino, Alfio Ragazzi, Alfonso Trincone, Massimo Ficuciello, Silvio Olla, Alessandro Carrisi, Emanuele Ferraro, Pietro Petrucci, Marco Beci, e il regista Stefano Rolla. Nella lista sono da annoverare anche i feriti, si parla spesso solo dei morti e difficilmente si dedica un pensiero a tutti quei soldati che ritornano a casa menomati o anche solo feriti nello spirito. Sono eroi anche loro e si chiamano: tenente Riccardo Ponzone, maresciallo A.s.UPS Vittorio De Rasis, maresciallo Ca. Maurizio Lucchesi, maresciallo O. Antonio Lombardo, maresciallo Marilena Iacobini, maresciallo Riccardo Saccottelli, brigadiere Maurizio Bissoli, brigadiere Cosimo Visconti, vicebrigadiere Paolo Di Giovanni, vicebrigadiere Fabio Fedeli, vicebrigadiere Roberto Gigli, vicebrigadiere Pietro Livieri, appuntato scelto Antonio Altavilla, appuntato scelto Marco Pinna, appuntato scelto Roberto Ramazzotti, appuntato Ivan Buia, appuntato Agostino Buono, carabiniere scelto Mario Alberto Calderone, carabiniere scelto Matteo Stefanelli, Aureliano Amadei che era aiuto regista di Stefano Rolla.

Michele Soliani

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