Diego Binelli (Lega) interroga Di Maio sugli stabilimenti di Storo

A seguito della notizia di una prossima chiusura dei due stabilimenti tedeschi di proprietà dell’ISAF a Storo, l’onorevole della Lega Nord Diego Binelli ha rilasciato alcune dichiarazioni attraverso un’interrogazione ufficiale al Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio.

Attraverso l’interrogazione Diego Binelli ha dichiarato: “L’annuncio dell’imminente chiusura di due stabilimenti tedeschi di proprietà dell’ISAF ha messo in stato di forte agitazione i dipendenti dello stabilimento italiano di Storo nel basso Chiese, che insieme agli altri due rappresenta un polo strategico europeo nella produzione di fili per saldatura. 
Le sigle sindacali hanno appreso dall’azienda l’intenzione di voler far confluire proprio nello stabilimento di Storo e in quello di Arezzo la produzione dei due stabilimenti tedeschi, ma ad oggi tale orientamento non risulta confermato, anche con riferimento ad un eventuale un piano industriale.”

Proseguendo nell’intervento l’onorevole leghista ha rincarato: “La fabbrica, che negli anni è cresciuta tanto da diventare uno dei leader europei nella produzione di fili speciali per saldatura, dopo diversi passaggi di proprietà, è stata acquistata dall’azienda americana Licoln. La poca chiarezza nelle strategie perseguite dall’azienda rischia di acuire una situazione di crisi che già da tempo attraversa il territorio, sono diversi i casi di multinazionali, come Lowara, Storoproductions di Storo e Jado Itlaia di Baitoni, che dopo aver rilevato le proprietà dei siti italiani, hanno adottato politiche di depauperamento del territorio, privandolo di ricchezza e di occupazione. Per i 70 dipendenti, attualmente in cassa integrazione, e le loro famiglie, potrebbe prospettarsi un futuro lavorativo molto incerto.”

Concludendo il suo intervento Binelli ha invitato il Ministro Di Maio ad adoprarsi per fare chiarezza sui piani dell’azienda circa lo stabilimento di Storom sia per preservare la leadership che negli anni la struttura ha ottenuto, sia per garantire e preservare la produzione e l’occupazione del sopracitato impianto.