Disabili. Ambrosi (Lega): “Presto nuovi provvedimenti ad hoc per aiutare famiglie e i propri cari”

ambrosi trentino

Il Consigliere di Lega Salvini Trentino Alessia Ambrosi ha affidato ad una nota il suo pensiero circa le persone disabili, le loro difficoltà quotidiane e le loro necessità.

Alessia Ambrosi ha preso come spunto il drammatico appello della signora Franca Boccher, madre di Bruno Ciola, un giovane disabile di 31 anni. In una lettera aperta Franca Boccher aveva chiesto aiuto, evidenziato tutte le difficoltà e le problematiche della vita delle persone disabili.

Sulla vicenda il Consigliere Ambrosi ha dichiarato: “raccolgo lo struggente appello della mamma di Bruno, che ringrazio per il coraggio e la determinazione. E a tutti i genitori di figli disabili, sento il bisogno di esprimere la mia vicinanza e sostegno in primis come persona “caregivers” e come interlocutore politico intendo raccogliere la sfida, assicurando il mio pieno e totale impegno sul tema. Nonostante il lavoro svolto negli anni addietro e la sensibilità dimostrata nei confronti della tematica, nella nostra Provincia c’è ancora molto da fare per interpretare al meglio il valore della nostra autonomia”.

Proseguendo nella nota Alessia Ambrosi ha aggiunto: “una buona sanità è anzitutto aiutare le famiglie a gestire al meglio i propri cari, mettendo al primo posto il rispetto della dignità umana, favorendone le migliori condizioni di vita possibili. Ed è proprio in questa direzione che ci stiamo muovendo, partendo da quanto è avvenuto con il nuovo governo a livello nazionale, dove è stato istituito il Ministero della Disabilità, dimostrando finalmente una forte e reale sensibilità”.

Infine, concludendo, il Consigliere di Lega Salvini Trentino ha concluso: “partendo proprio da questo e dalle segnalazioni di associazioni e famiglie, sono state riscontrate delle criticità alla legge provinciale sul “Dopo di Noi”. Se ne è anche parlato recentemente in Quarta commissione permanente con l’assessore alla Salute, provvedimenti ad hoc saranno presto adottati, soprattutto per quanto concerne lo sviluppo e l’implementazione dei progetti di “abitare sociale”, con lo scopo di sviluppare maggiori livelli di autosufficienza del disabile, laddove possibile, e di sostegno dei famigliari ‘caregivers’. Ci sarà un’attenzione sempre maggiore nel costruire veri e propri progetti di vita tenendo conto delle nuove e sempre mutabili esigenze, andando a colmare le lacune esistenti e a ridisegnare il sistema in sogni suo ambito. Sostenere progetti, sia culturalmente che finanziariamente, partendo da quel centro di gravità che si chiama persona, è un segno di umanità, lungimiranza e buon governo”.