DROGHE: LO SPACCIO E IL CONSUMO EQUIPARATI?

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Ha dell’incredibile pensare che in un paese moderno, dove si conoscono i rischi che comporta legittimare lo spaccio di sostanze stupefacenti, sia leggere che pesanti, si debba tornare sempre sui propri passi, incapaci di andare oltre il passato e riscrivendo il futuro.

Allora è evidente che di fronte alla giustizia vi sono delle effettive non congruenze: lo spaccio equiparato al consumo e allora oltre 3 kg di droga leggera tornano ad essere droga leggera e non sono ritenute quantità destinate alla vendita.

Si ribadisce la parola “incredibile” proprio perché il problema della droga ha aspetti dei più vari che si possono, almeno, riassumere in questioni sanitarie (legate al consumatore) di sicurezza (legate allo spaccio) e di responsabilità (sociale), legate alla società che accetta a questo punto che esistano venditori “abusivi” di “canne”, “fumo” e altre “sostanze”.

E ancora “incredibile” che sia la Consulta a stabilire che la responsabilità sociale si può a questo punto eludere rendendo meno grave la pena di possesso di elevate quantità di sostanza destinata al mercato, se non si tratta di droghe pesanti.

Il passo che manca, il tassello logico che non ha risposta e che rende questa decisione preistorica è proprio nella mancanza di normative che servono per spiegare come la droga può arrivare nelle mani del consumatore finale, se non può essere venduta, senza passare attraverso i canali dello spaccio.

Se la riduzione dell’emergenza legalità è risolta con la depenalizzazione è come dire che per evitare a un fiume di andare oltre l’argine, si toglie l’argine, capirete anche voi che non tornano i conti, se lo scopo è fare in modo che l’acqua segua il suo corso e in siccità e in piena.

Tuttavia, metafore consentendo, il problema che ci troviamo di fronte è il seguente: consentiremo di accettare il trasporto delle droghe leggere, dando per scontato che non saranno spacciate, oppure consentiremo ancora una volta lo spaccio, magari a persone di passaggio in Italia, che per la legge hanno un ampio margine di fuga?

Poniamo il caso quindi che a vendere la sostanza in Italia sia una persona che non ha i documenti in regola, secondo le attuali disposizioni di legge, la strada è libera e senza ostacoli, date le recenti modifiche alla legge in merito alla permanenza temporanea non documentata nel nostro paese, ecco allora un altro caso di cattiva giurisprudenza, da una parte si semplificano le procedure per risolvere il problema delle migrazioni temporanee non documentate, dall’altra si agisce proprio su un settore debole, l’anello mancante di un percorso, che i dati dimostrano essere piuttosto frequente, cioè che il lavoro del corriere della droga viene svolto proprio dagli “invisibili”. Quindi c’è da concludere che il disegno globale, ancora una volta, è carente. Una decisione, quella di ieri, che non va nella direzione migliore. Un passo indietro.

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