Durigon (Lega): “I ceti medi hanno bisogno di pagare meno tasse”

Il Sottosegretario al Lavoro ed esponente della Lega Claudio Durigon è intervenuto stamane ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus, per parlare del Governo e del suo operato.

Claudio Durigon ha iniziato il suo intervento parlando dei prossimi passi del Governo in campo economico. “Noi abbiamo idee chiare su tutto quello che vogliamo proporre da qui in avanti. Quello che è stato fatto ha già dato risposte a molti cittadini: quota 100, reddito di cittadinanza, taglio dell’inail, flat tax su partite iva. Ora c’è necessità di uno shock finanziario, la flat tax. I ceti medi bassi hanno bisogno di pagare meno tasse e avere più peso economico. Credo che sia l’intento dei due vicepremier e quindi proseguiamo su questa strada. Non penso che l’UE possa esprimersi negativamente sulla flat tax, che genererà più economia interna e più investimenti. Il lavoro è collegato ai futuri investimenti. C’è lo sblocca cantieri, ma abbiamo bisogno di fare andare avanti anche le cento grandi opere che sono ferme. Per quanto riguarda il cuneo fiscale, stiamo ragionando su come operare nell’ambito del salario minimo. E’ necessario trovare un giusto connubio tra salario minimo e taglio del cuneo fiscale. Non ci saranno lacrime e sangue per i cittadini, anzi sono convinto che riusciremo a mettere a disposizione dei cittadini quelle somme che servono per rigenerare l’economia e dare un po’ di respiro a tutti quanti”.

Proseguendo nel suo intervento Durigon ha toccato anche il tema dell’unità del Governo giallo-verde, dichiarando: “E’ determinante che le due forze di governo siano unite e si torni a lavorare come i primi mesi. Questa campagna elettorale ha un po’ allontanato gli obiettivi, ma il dialogo che hanno avuto ieri il premier e i vicepremier è stato importante”.

Infine, il Sottosegretario al Lavoro ha concluso esprimendo il proprio punto di vista sulle critiche ricevute da Confindustria sull’operato del Governo: “fa parte del gioco. Se fossero stati un po’ più attenti negli anni passati, quando c’è stato un tacito assenso, avrebbero potuto indirizzare i governi su politiche più efficienti in campo economico”.