Inizia a farsi strada la cognizione che uscire dall’euro sarebbe un disastro, nel quale sarebbero coinvolti i cittadini: un impoverimento complessivo che graverebbe sulla stragrande maggioranza della popolazione.

Se n’è accorto (per ora) anche Luigi Di Maio, che si candida a guidare il prossimo governo. Di Maio, in una trasmissione televisiva, ha dichiarato: “L’euro? Ora non è più il momento di uscire”. In questo senso anche Silvio Berlusconi, con un post su Twitter, ha annunciato che “Salvini ha da tempo cambiato posizione e non ha più l’idea di uscire dall’Euro. Sa che è tecnicamente impossibile e comunque insostenibile per l’economia italiana”.

Bene, “prendiamo atto – afferma Primo Mastrantoni, segretario Aduc – che va scemando il periodo delle battute e degli slogan”. Di Maio, però, aggiunge che: “L’asse franco-tedesco non è più così forte”. 

Nel frattempo, il 22 gennaio il Parlamento francese e quello tedesco discuteranno e approveranno un documento per modificare e rilanciare l’Unione europea.
Il 22 marzo Francia e Germania presenteranno un documento di riforma della zona Euro.

Gli attori di queste fondamentali decisioni sono la Francia e la Germania. I documenti approvati dai due Paesi fisseranno le nuove regole per l’Unione europea e per l’euro. “Risulta – sembra chiedersi Primo Mastrantoni, segretario Aduc – al candidato Di Maio? Come fa ad affermare che l’asse franco-tedesco non è così forte? Attendiamo qualche flebile voce dagli altri candidati a guidare il prossimo governo”.