Friuli-Venezia Giulia : crollo M5S, si impone la Lega con Fedriga

0
1757

Alla fine in Friuli-Venezia Giulia ha vinto il candidato del centrodestra, l’esponente della Lega Massimiliano Fedriga, con il 56 per cento. Una vittoria quasi sicura, mentre invece ha sorpreso tutti il crollo del M5s, che ha dimezzato i voti delle politiche (dal 24 al 12 per cento). Causa del crollo l’avvicinamento al Partito Democratico, nemico giurato degli elettori pentastellati, e l’incapacità di formare un governo dopo 56 giorni dalle politiche del 4 marzo dalle quali uscì come primo partito con il 32 per cento.

“Grazie alla mia gente. Grazie alla mia terra. Ora al lavoro ascoltando e costruendo”, ha scritto Fedriga su facebook, ringraziando gli elettori del Friuli-Venezia Giulia della fiducia accordata al centrodestra, oggi quanto mai più unito.

Il MoVimento 5 Stelle aveva scelto, attraverso una votazione online il 7 marzo, i candidati al consiglio regionale. Per la definizione del candidato alla presidenza, non si procedeva a elezioni, in quanto è pervenuta una sola candidatura valida, quella di Alessandro Fraleoni Morgera. L’altro candidato in pectore, Fabrizio Luches, era stato escluso. Luches aveva criticato la decisione, definendola immotivata. Il movimento aveva giustificato la scelta col fatto che Luches è dipendente del gruppo consiliare come addetto alla segreteria.

Nelle Elezioni politiche del 4 marzo 2018, tenute meno di due mesi prima della data delle elezioni regionali, nella circoscrizione per la Camera del Friuli-Venezia Giulia, che corrisponde al territorio regionale, i partiti di centrodestra (Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Noi con l’Italia – UDC) hanno ottenuto il 42,96% dei voti (42,97% di voti nei collegi uninominali), il Movimento 5 Stelle il 24,56%, mentre il centrosinistra (Partito Democratico, +Europa, Civica Popolare e Italia Europa Insieme) il 23,05% (il 23,07% dei voti all’uninominale); Liberi e Uguali ha ottenuto il 3,20%, CasaPound l’1,27%, il Patto per l’Autonomia l’1,02%, le altre liste di sinistra l’1,25% e il Popolo della Famiglia lo 0,70%