Roberto Saviano contro Assad: ma su che basi?

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Roberto Saviano è tornato a parlare di politica estera dopo qualche giorno di “inconsueto” silenzio, con questa occasione lo scrittore napoletano è tornato a denunciare l’ennesimo PRESUNTO attacco chimico lanciato da Assad contro il popolo siriano.

Tramite i suoi profili Facebook e Twitter Roberto Saviano ha criticato non solo il presidente della Siria per il suo (presunto) continuo massiccio utilizzo di armi chimiche contro il suo popolo, ma ha attaccato contemporaneamente anche le forze jihadiste, l’esercito di Erdoğan e l’aviazione russa, definendo criminali le loro condotte nei confronti della popolazione siriana. Invitando inoltre tutti i suoi followers ad emulare Muhammad Najem, un quindicenne siriano che starebbe denunciando queste atrocità, postando foto sui social mentre si è intenti a coprirsi la bocca ed il naso con la mano.

L’iniziativa dello scrittore partenopeo sarebbe encomiabile se, e purtroppo il condizionale è d’obbligo, parlasse di fatti certi e documentati. Allo stato attuale delle cose ancora non è dato sapere con certezza cosa sia stato realmente lanciato e sopratutto chi sia stato a lanciarlo, in questo momento di gran confusione dove le notizie (ogni ora diverse) continuano a rimbalzare da un network all’altro, è impossibile sapere oltre ogni ragionevole dubbio come si siano svolti realmente gli eventi.

L’unico modo per conoscere i dettagli sarebbe quello di essere stati presenti nel luogo dove è avvenuto il presunto attacco ed aver effettuato le dovute verifiche, cosa che certamente Roberto Saviano non ha potuto fare, considerato sopratutto che nemmeno l’ONU (vedi qui https://news.un.org/en/story/2018/04/1006891 e qui https://news.un.org/en/story/2018/04/1006801) ha ancora avuto modo di esprimersi e dare notizie certe circa questi eventi.

In secondo luogo, considerate le premesse sopracitate, ha davvero senso questo continuo volersi ergere a paladino degli indifesi da parte di Saviano senza avere le dovute e verificate informazioni? Negli ultimi anni Assad e i suoi uomini sono più volte stati accusati di avere “gasato” la popolazione, senza che però ci sia mai stata una prova certa di queste azioni.

Certamente i fatti che si stanno susseguendo in Siria sono da condannare, guerre di tali proporzioni sono sicuramente eventi che vanno impediti con forza e risolutezza in un mondo che si definisce civile e civilizzato. Allora perchè voler dare a tutti i costi uno spessore morale maggiore ad alcune morti rispetto che ad altre, le vite degli uomini di Assad valgono forse meno di quelle del popolo siriano o di quelle dei soldati esteri inviati nelle missioni di pace?

La risposta è chiaramente negativa, pertanto Roberto Saviano invece che alimentare con ulteriori polemiche il fuoco di una questione che sta attanagliando l’opinione pubblica, avrebbe piuttosto dovuto schierarsi con forza e decisione in favore della Pace in Siria. Non gettare ulteriori ombre in un momento in cui il mondo dovrebbe essere unito a piangere le vittime di questa ormai inutile guerra. 

Roberto Saviano però non è nuovo all’esprimere i suoi personali giudizi circa fatti di cronaca italiana ed estera, già in passato era stato aspramente criticato dagli attivisti Vittorio Arrigoni e Caterina Donattini, per essersi schierato pubblicamente in favore di Israele all’interno della guerra tra palestinesi ed israeliani.

Quello che dovrebbe essere evidente è come sia saggio muoversi con cautela quando si trattano tematiche spinose come quelle di guerra. Specialmente se si tratta un conflitto sanguinoso come quello della guerra in Siria, dove non ci sono mai un vincitore ed un vinto ma solamente migliaia di morti ed un paese in ginocchio.

Carlo Alberto Ribaudo