I media italiani coniano il concetto di “Make Europe great again”

I resoconti dei media italiani sulle questioni di politica estera sono, probabilmente, i migliori esempi di comicità scritta e televisiva. Non solo quando il leccaculismo impone di raccontare i moniti di Gentiloni alla Corea del Nord. Imperdibile perle di umorismo involontario, con gli italiani che scoprono il terrore del caro leader coreano di fronte agli avvertimenti del presidente del Consiglio e magari anch di Mattarella.

La Corea del Nord, di fronte a questi fermi avvertimenti trasmessi dai media italiani, sta pensando al disarmo unilaterale e alla consegna del caro leader ai tribunali internazionali. Va beh, la disinformazione di regime italico impone queste sceneggiate. Ma c’è anche la disinformazione imposta dal politicamente corretto europeo. E allora scopriamo il terrore di Putin di fronte alle ferme e vibranti minacce di Macron a proposito di eventuali interventi militari francesi in Siria contro Assad o in Cecenia per difendere i gay. Putin si è spaventato e ha promesso di offrire a Luxuria il ruolo di primo ministro russo.

Senza dimenticare il terrore di Trump per gli avvertimenti di Merkel sul commercio. O l’entusiasmo di Cina e India, improvvisamente alleate nel sostegno a Merkel ed alla Germania. Si può sorvolare sul riarmo indiano ai confini con la Cina, un particolare irrilevante a fronte dell’omaggio a Merkel. Sarebbe interessante capire se questi pessimi media italiani o sono la conseguenza di una ignoranza dilagante o se sono semplicemente un esempio di servilismo senza dignità

Augusto Grandi
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Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".