Il fake Gian Marco Saolini: “Italiani non sono normodotati, per questo condividono i miei video indignati”

Gian Marco Saolini, personaggio divenuto virale sui social network per i suoi video “fake” in cui ogni volta interpreta un personaggio diverso, è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus, nella trasmissione “Un giorno da ascoltare” con Arianna Caramanti e Misa Urbano per parlare dettagliatamente del suo lavoro e delle motivazioni che l’hanno spinto a intraprendere questo tipo di “percorso”.

In merito alla vicenda Gian Marco Saolini ha dichiarato: “Le persone banalizzando e sintetizzando vogliono sentirsi dire certe cose quindi i miei personaggi vedono la risposta ai loro dubbi. Vengo costantemente attaccato dalla destra di essere pagato dalla sinistra e viceversa. Senza fare proseliti io mi ritengo molto imparziale nel senso che ho le mie idee ma attualmente non si rispecchiano in alcun partito tant’è che spesso alle elezioni vado per annullare il voto, votando dei personaggi immaginari”.

Proseguendo Gian Marco Saolini ha evidenziato in cosa consiste il suo “lavoro”, aggiungendo: “Il video in cui interpretavo il comandante dell’Aquarius creò molto scalpore come quest’ultimo video e raggiunse un numero di visualizzazioni e condivisioni altissimo. Vengo attaccato molto anche da chi fa satira e intrattenimento: io ritengo che un Paese civilizzato, quello che faccio io dovrebbe essere riconosciuto come un fake, gli strumenti per riconoscere che si tratta di un falso ci sono ma la gente non vuole scoprirli. Fondamentalmente non sono un comico, non faccio satira e non rientro in quella categoria, il mio è più un gioco di interazioni, uno scatenare delle reazioni tant’è che mi insultano talmente tanto che se dovessi stare dietro a tutti gli insulti non vivrei più, ormai non mi impressiono più”.

Infine concludendo il suo intervento, Saolini ha rincarato: “Non ho mai modo di poter spiegare il mio punto di vista nei social perché la gente non te lo concede: nei social sono un’altra persona; la gente si concentra troppo sulla censura, sull’insultare, sull’odio anziché andare a vedere la fonte, ovvero spendere due minuti per leggere chi sono veramente: basta andare sul mio profilo e vedere che faccio mille lavori, già questo dovrebbe far capire che si tratta di una pagina ironica… E poi ci lamentiamo che in Italia non c’è lavoro! Io ne faccio tantissimi. E’ molto facile incappare sulle fake news, ci vorrebbe più fact checking… Se le persone in Italia fossero normodotate io sarei visto solo come qualcuno che ricalca in maniera comica alcuni temi…”