Come accade da diversi anni a questa parte non si può dire che il Festival dell’Economia viva e si alimenti solo delle immense sale che ospitano le differenti conferenze, bensì esso diviene – anche e soprattutto – luogo d’incontro; in grado di coinvolgere le piazze e le piccole ma affollate vie di una Trento non particolarmente fortunata in questa sua undicesima edizione di Festival. Il tempo, a tratti piovoso, concede pochi momenti di pace al pubblico e agli spettatori che, seppur apparentemente scoraggiati, popolano ogni sala di questo Festival ricco d’eventi interessanti.

Non solo economia, ma tante iniziative per tutti i gusti hanno “colorato” e ravvivato una Trento spenta dal tempo in quest’avvio di Festival dell’Economia 2016.

E come ogni anno, anche quest’anno Trento diviene luogo centrale di discussione e di crescita, ma anche di vera e propria festa di popolo: “capace di allargare gli orizzonti e soddisfare i gusti di tutti”, dichiarano dall’organizzazione dell’evento.

La centralissima e sempre affollata Piazza Duomo si anima con la consueta, seppur aggiornata, libreria del Festival, aperta per l’occasione fino a domenica. Non è insolito, per chi si aggira fra le vie cittadine, incontrare numerose famiglie con al seguito bambini e ragazzi di ogni età. La piazza, ospite di differenti laboratori con numerose proposte didattiche (forse per rendere così più divertenti le dinamiche di un sistema economico e finanziario complesso), diviene ancor più “cuore” centrale e partecipativo della città.

Il maxischermo posizionato ai piedi del Nettuno e l’infopoint del Festival, fanno da contorno al contesto quotidiano animato da turisti e gente in visita alla città, suscitando curiosità e interesse attorno ai classici temi sociali ed economici spesso noiosi e poco seguiti, se non nei titoli dei telegiornali di tutti i giorni. Così facendo temi d’élite divengono temi comuni, affrontati in piazza, a due passi dalle porte di casa. Gli economisti divengono mediatori e i giornalisti si fanno interpreti di un confronto sociale oggi più importante che mai, soprattutto per una terra come il Trentino, luogo da sempre autonomo e indipendente, economicamente parlando, nonché attento a tematiche di tipo politico e sociale.

Il Festival ne è un esempio e proprio Piazza Fiera si fa rappresentante di una grande novità in questa undicesima edizione. I prodotti locali, grazie ad “Arti e Sapori”, trasformano il mercatino in luogo di confronto e promozione per le migliaia di persone in transito e presenti nella città che in questi anni ha saputo dar voce all’economia italiana ed europea tutta.

I trasporti, seppur rallentati dall’alta affluenza di pubblico, risultano funzionali e in dotazione dal comune viene data la possibilità, ai turisti e ai curiosi di passaggio al Festival, di noleggiare biciclette negli appositi spazi predisposti. Le strade, anch’esse ripiene d’artisti grazie agli innumerevoli pianoforti dislocati lungo il perimetro centrale della città, si fanno teatro a cielo aperto tra mostre fotografiche e musica.

Si è domandato ad alcune persone presenti tra la folla cosa pensassero dell’evento e queste sono state alcune delle loro risposte:

“Evento assolutamente positivo, innanzitutto perché nonostante il tempo non sia dei migliori comunque per le strade c’è alta affluenza di pubblico e curiosi. Io stessa non mi interesso molto di economia, ma queste occasioni rendono il tutto più accomodante e vicino”; e ancora: “Evento ben organizzato fino ad ora. Rispetto allo scorso anno credo più interessante per via del tema a noi più vicino, ovvero quello del territorio come luogo di crescita. Vista la recente crisi economica credo sia necessario discutere in maniera approfondita in merito ai problemi odierni, oltre che sulle molteplici possibilità di risoluzione degli stessi. Credo che, come tutti gli anni, questo Festival sia una buona opportunità per creare una sorta di “vetrina” in cui confrontarsi. Speriamo possa essere la volta buona in cui si capisca seriamente qualcosa”.

di Giuseppe Papalia