Il libro boccia Milano e sceglie Torino politicamente corretta

Dopo il flop del salone del libro replicante di Milano (in realtà a Rho Fiera) , la prossima settimana tocchera’ alla versione originale, quella di Torino. Che sarà un successo annunciato, almeno come pubblico e copertura mediatica.

Uno schiaffo doloroso per i grandi editori che hanno tentato di copiare la manifestazione originaria. E chi è il maggior editore italiano? Marina Berlusconi con la sua Mondazzoli, il grande (come dimensioni) gruppo nato dalla fusione di Mondadori e Rizzoli, con le rispettive galassie di piccoli e medi editori assorbiti nel corso degli anni. Il fallimento dell’edizione milanese è, in realtà, il fallimento della figlia di Berlu. Certo non inatteso, considerando la totale mancanza di lungimiranza sul fronte della comunicazione. Parrebbe un controsenso, considerando che Mondazzoli è il più potente gruppo editoriale. Ma non lo è.

Quando si fa riferimento ai più grandi ristoranti italiani si pensa alla cucina di altissima qualità, non ai numeri di Mc Donald o delle mense aziendali. Lo stesso vale per la cultura. Mondazzoli è il primo gruppo in un’Italia che legge sempre meno e sempre peggio. Gli autori sono considerati come dentifrici da vendere ai supermercati. A Torino, invece, andrà in scena la consueta passerella della cultura del pensiero unico obbligatorio, lo show dei compagnucci della parrocchietta, banali ma sostenuti dai media omologati e allineati. La gauche caviar che garantisce visibilità solo ai suoi sostenitori, solo ai suoi accoliti. I media inventeranno una qualità inesistente ma tutti accorreranno per vedere autori di libri che mai leggeranno.

E Marina Berlusconi? Continuerà a lottare contro i populisti illudendosi di farsi accettare nei salotti buoni. E continuerà a proporre libri politicamente corretti che verranno snobbati dai media.  Come sempre la politica delle destre risulterà non pervenuta.

Augusto Grandi

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 346 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".