Il Ministro Orlando a sostegno degli scafisti

Il ministro Orlando protesta perché un magistrato sta svelando le porcate di chi fa grandi affari con il traffico di schiavi recuperati sulle coste libiche. E si trincera, il ministro dell’Ingiustizia, dietro la mancanza di prove utilizzabili in un processo. Non la mancanza di prove, che esistono e sono state fornite dai servizi segreti stranieri, ma la mancanza di quelle utilizzabili. Nasce qualche dubbio di fronte alle esternazioni di Orlando. Innanzi tutto, perché i servizi stranieri intercettano le conversazioni tra schiavisti ufficiali ed ufficiosi mentre i servizi italiani ignorano il problema? E poi, è più importante lottare contro i trafficanti di schiavi o fissarsi con il rispetto ottuso di norme che servono solo ad evitare di risolvere i problemi?

E ancora, sono i magistrati che fanno capo a Orlando quelli che liberano in continuazione i migranti responsabili di ogni genere di crimine? E su questo il ministro non ha nulla da dire? Pare evidente che il vero interesse non sia rappresentato dalla lotta ai trafficanti di uomini, ma dalla possibilità di disporre di masse di disperati che facciano concorrenza agli italiani per ridurre salari e diritti. Si vuole creare una guerra permanente tra poveri e disperati per accrescere le opportunità di sfruttamento. Il tutto mascherato con missioni pseudo umanitarie.

Augusto Grandi

Augusto Grandi
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Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".