Il ministro Orlando protesta perché un magistrato sta svelando le porcate di chi fa grandi affari con il traffico di schiavi recuperati sulle coste libiche. E si trincera, il ministro dell’Ingiustizia, dietro la mancanza di prove utilizzabili in un processo. Non la mancanza di prove, che esistono e sono state fornite dai servizi segreti stranieri, ma la mancanza di quelle utilizzabili. Nasce qualche dubbio di fronte alle esternazioni di Orlando. Innanzi tutto, perché i servizi stranieri intercettano le conversazioni tra schiavisti ufficiali ed ufficiosi mentre i servizi italiani ignorano il problema? E poi, è più importante lottare contro i trafficanti di schiavi o fissarsi con il rispetto ottuso di norme che servono solo ad evitare di risolvere i problemi?

E ancora, sono i magistrati che fanno capo a Orlando quelli che liberano in continuazione i migranti responsabili di ogni genere di crimine? E su questo il ministro non ha nulla da dire? Pare evidente che il vero interesse non sia rappresentato dalla lotta ai trafficanti di uomini, ma dalla possibilità di disporre di masse di disperati che facciano concorrenza agli italiani per ridurre salari e diritti. Si vuole creare una guerra permanente tra poveri e disperati per accrescere le opportunità di sfruttamento. Il tutto mascherato con missioni pseudo umanitarie.

Augusto Grandi