Il MUSE protagonista dello studio e della ricerca sulla biodiversità animale

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Nuovo appuntamento degli “Incontri al museo per parlare di fauna” le tradizionali occasioni che con cadenza mensile permettono di avvicinarsi con prospettive sempre nuove alle ricerche e agli studi sulla fauna, alla biodiversità animale e vegetale, alla conoscenza e conservazione della natura.

Mercoledì 4 aprile, alle 20.45, protagonista dell’incontro sarà la popolazione europea di avifauna che abita gli ambienti agricoli e la cui presenza è minacciata o in calo. A parlarne sarà Mattia Brambilla del MUSE.

In Europa, molte specie con stato di conservazione sfavorevole dipendono dagli ambienti coltivati e questo stretto legame rende indispensabile integrare produzione agricola e conservazione della natura. L’Italia ospita una porzione importante della popolazione europea di molte di queste specie ornitiche minacciate o in calo. Dopo un lungo periodo in cui queste specie sono state poco considerate a livello sia di ricerca che di tutela nel nostro paese, un crescente numero di studi ha fornito le conoscenze necessarie a formulare efficaci strategie di conservazione, tra cui le diverse iniziative condotte dal Muse in collaborazione con altre realtà locali e nazionali. Tuttavia, molti aspetti richiedono ancora indagini specifiche e molte indicazioni per la conservazione ancora aspettano di essere tradotte in pratica.

La presentazione percorrerà alcune tappe fondamentali per la conservazione delle specie di uccelli che abitano gli ambienti agricoli. Le specie legate agli ambienti prativi sono generalmente quelle che versano nello stato più preoccupante, mentre le specie generaliste – non associate cioè a specifici tipi di coltivi – sono in condizioni mediamente più favorevoli. Sei sono le principali minacce per le specie degli agroecosistemi, e due le scale a cui esse principalmente agiscono: paesaggio e gestione agricola. Grazie alle ricerche svolte e a progetti recenti o ancora in corso, è possibile individuare delle strategie per far fronte a queste sfide, in particolare attraverso la collaborazione con tutti gli operatori chiave (agricoltori in primis), per tradurre in protocolli gestionali e in schemi agro-ambientali i risultati delle ricerche condotte in questi anni. Nel corso della serata verranno discussi alcuni esempi di possibili sinergie e collaborazioni tra ricerca, conservazione e produzione, relativi sia al Trentino che ad altre realtà nazionali.