IL NON ATTENTATO AL PALAZZO EUROPA

0
21

Risale al 30 settembre 1967 l’ultimo attentato che Trento ricorda come particolarmente grave, anche per la morte di Edoardo Martini e Filippo Foti, appartenenti alle Forze dell’Ordine, che subirono attacchi da parte del terrorismo sudtirolese, particolarmente attivo in quel periodo storico.

Avevano un volto e un motivo gli attentatori per manifestare, nel 1967, con inaudita violenza contro lo Stato? Non potremmo mai dire un sì alla violenza, ma almeno un nome.

Attualmente ogni fatto di eccezione, inteso nel senso di unicità, viene attribuito quasi con un certo automatismo a un gruppo indefinito descritto genericamente come “gli anarchici”, che dice tutto e dice niente.

Un attentato a Trento, ovvero un gesto di brutale violenza contro un nemico fisico individuato chiaramente, allo scopo di ucciderlo. Allora no, quello di ieri è stato tutto, ma non un attentato: una pazzia, un gesto disperato, uno scherzo pericoloso, una dimostrazione di disprezzo, tutto quello che si vuole, ma usiamo le parole giuste.

Una storia, una logica, un senso, a un fatto così particolare, come quello di una persona che prende una bomboletta da campeggio, la mette in una pentola a pressione, la chiude alla fiamma per farla “brillare” e vi attacca una bombola del gas, sperando che forse possa detonare, preparando il tutto con un trasporto di fortuna in borsa della spesa .. un fatto anomalo, troppo anomalo per poter dire un semplice “pista anarchica”.

Indagano i tecnici Digos, sulla disperazione di quella borsa blu, che esplode alle 5 di mattina in una Trento deserta e dormiente, in un quartiere vuoto e spoglio di abitazioni, davanti a uffici ancora chiusi dove stanno solo dei vigilanti, dove i semafori sono ancora spenti perché nemmeno transitano i tram, una borsa blu con una bombola da campeggio e una pentola a pressione, che esplode rompendo le vetrate e con un grande fragore facendo cadere anche intonaci e parte del contro-soffitto.

Un gesto inutile, che negli anni del “telefono senza fili” fatto da poche radio e pochissime televisioni avrebbe avuto un enorme risalto, spaventando a morte tutti, e che adesso invece viene visto un po’ così, nella sua puerile e sterile ridicolaggine.

Comments

comments