In Libano le truppe italiane Onu sono tra le migliori

La Joint Task Force Lebanon su base Brigata “Granatieri di Sardegna”, con a capo il Generale di Brigata Francesco Olla, ha confermato di possedere un livello delle capacità operative, logistiche e infrastrutturali ben al di sopra dei requisiti previsti

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Shama (Libano) 29 agosto 2017 –  si è svolta in questi giorni, presso la base “Millevoi” di Shama, la Operational Readiness Inspection (ORI) per i caschi blu italiani impiegati nella missione UNIFIL.

La ORI è una complessa attività di verifica, svolta da un team di ispettori delle Nazioni Unite nei confronti dei contingenti impiegati nelle missioni in aree sensibili, ed è finalizzata a garantire il rispetto degli standard previsti dalle direttive delle Nazioni Unite per la missione nel Sud del Libano.

In proposito, la Joint Task Force Lebanon su base Brigata “Granatieri di Sardegna”, con a capo il Generale di Brigata Francesco Olla, ha confermato di possedere un livello delle capacità operative, logistiche e infrastrutturali ben al di sopra dei requisiti previsti dalla normativa in vigore. Ciò è un elemento di vitale importanza per l’assolvimento dei compiti assegnati dalla Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Una notizia che non sorprende dunque, visto che non molto tempo fa anche il giornale americano “Politico”, dagli Stati Uniti, elogiava pubblicamente l’impegno delle Forze Armate italiane impiegate in Libano (e non solo).

Secondo il magazine americano è un paradosso che l’Italia faccia cosi tanto con le sue risorse limitate, eppure anche questa volta in pochi hanno avuto qualcosa da dire circa la preparazione, l’addestramento e le disponibilità logistiche dei nostri militari.

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