John Bercow incontra gli studenti universitari

Mi alzo la mattina con il sorriso sulle labbra

In questi giorni di Festival dell’Economia, al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università questo pomeriggio gli studenti dell’ateneo hanno avuto l’occasione di poter incontrare lo speaker della Camera dei Comuni britannica John Bercow (da ventidue anni all’interno di Westminster). Il politico inglese, con l’immancabile umorismo e aplomb che contraddistingue i sudditi di Sua Maestà, è arrivato sotto le luci della ribalta internazionale per come gestisce e amministra i lavori del parlamento. Celebri sono i video in cui mantiene l’ordine e calma i deputati con i suoi “order” spesso e volentieri teatrali.

E così, alle 18 in punto l’aula gremita di ragazzi e ragazze ha potuto ascoltare, finalmente di persona, la voce a tratti baritonale di Bercow introdotto da Pierfrancesco Mattiolo, studente di giurisprudenza e rappresentante degli studenti per l’associazione UNITIN; ha discusso, assieme ai professori Vincenzo Della Sala, docente di sociologia e Marco Dani, docente di diritto pubblico comparato, su come funzioni il Parlamento d’oltre Manica e quali sono le differenze con quello italiano e sulla politica e le conseguenze del referendum sulla Brexit.

Il politico cinquantaseienne ha esordito scherzando sulla sua altezza, su come questa sia riportata, male, dalla stampa britannica, e paragonando la situazione dello speaker oggi rispetto agli anni passati, oltre all’elezione che è molto competitiva; è poi entrato nel vivo del suo intervento sottolineando come il ruolo che ricopre dev’essere totalmente neutrale e lontano da qualsiasi amicizia o simpatia partitica.

Ricorda la sua appartenenza, quasi trentennale, tra le fila del Partito Conservatore, di cui fu anche rappresentante alla Camera. “Lo speaker deve avere un’idea verso cui l’opinione pubblica è diretta, soppesando tutti i punti di vista” ha proseguito, e infatti durante i lavori cerca di mediare e di far ragionare i suoi colleghi che discutono anche animatamente. Il focus su cui verte il ruolo dei parlamentari è confrontarsi sulle politiche e sul governare il Regno Unito, e Bercow deve facilitare questo confronto.

Tra l’altro, ha voluto sottolineare come durante il suo mandato si sono tenuti moltissimi momenti in cui i deputati hanno sottoposto domande urgenti o critiche al governo. Prima di lui, ricorda, questo avveniva molto più raramente. “Preferisco dedicare il mio tempo a garantire questo spazio ai miei colleghi piuttosto che rispondere alle interviste dei giornali o della BBC“.

“Se noi vogliamo che le persone ci rispettino in quanto politici, noi dobbiamo essere i primi a portarlo verso di loro; e questo comporta uscire da Westminster e andare a parlare con i ragazzi e con gli studenti delle scuole e delle università”

Prima della discussione con i professori, ha concluso dicendo: “se dovessi morire domani, cosa che francamente non spero, morirei felice: perché sto facendo un lavoro che adoro, io mi alzo la mattina con il sorriso sulle labbra perché è quello che, praticamente da sempre, ho desiderato fare. E lasciatemi che vi dia un consiglio: con quello che studiate in Università, cercate di impegnarvi per andare a fare una professione che vi piaccia e che vi dia soddisfazione, indipendentemente dal salario“.

Successivamente, c’è stato il dibattito, molto veloce a dire il vero, con i docenti. La prima domanda, del prof. Dani, era il perché del referendum sulla Brexit, visto che il quesito verteva su una decisione cruciale per il destino del popolo britannico; la risposta di Bercow è stata telegrafica: c’è stata una votazione, bisogna prenderne atto nonostante non ci sia una maggioranza, in Parlamento, compatta per il leave, e non sia un supporter della democrazia diretta ma del parlamentarismo.

Della Sala, invece, si è focalizzato sulla polarizzazione del Parlamento; la replica, anche questa veloce, dello Speaker della Camera ha reso esemplificativa la situazione attuale a Westminster: la polarizzazione tradizionale si è spaccata con la Brexit, ha rimesso in discussione gli equilibri interni anche dei partiti. E a lui ora tocca confrontarsi con un compito ingrato: mediare tra tutte le correnti per fare il bene del Paese.

Alessandro Soldà

Alessandro Soldà
Informazioni su Alessandro Soldà 45 Articoli
È nato a Valdagno (Vicenza) nel 1996; dopo la maturità classica al liceo Pigafetta di Vicenza, studia ora Filosofia all’Università degli studi di Trento. Si occupa di filosofia, politica e società.