La Destra sociale di Alemanno

Gli ultimi risultati elettorali in Francia hanno portato a rivolgere ancor di più l’interesse della classe politica italiana e di semplici curiosi verso la terra transalpina. Queste elezioni regionali, disgraziatamente, sono capitate a poco tempo di distanza dall’attentato terroristico del 13 novembre e il banco di prova per le forze politiche francesi era decisamente probante.

Lo schieramento del Front National di Marine Le Pen ha vinto il primo turno elettorale col 25% dei voti, anche se al secondo turno delle elezioni amministrative si prospetta una sconfitta per il partito della Le Pen e di sua nipote Marion.

Al di là di questo, ciò che ha suscitato vivo interesse e molte reazioni di segno positivo e negativo è stata la prima vittoria del Front National, vissuta diversamente a seconda degli osservatori. C’è chi ha gridato quasi ad un colpo di Stato, contro la democrazia e l’idea di un’Europa unita; altri invece hanno saluto con favore questo risultato elettorale.

In Italia l’eco di queste elezioni si risente nelle parole soprattutto degli esponenti di destra, interessati e favorevoli a ciò che il Front National può portare non solo in Francia ma anche al più ampio bagaglio di esperienze che i partiti di destra cercano di risistemare.

Uno di loro, Gianni Alemanno, sulle pagine de Il Tempo ha descritto con accenti positivi la vittoria del partito di Le Pen: “il successo del Front National è quello di un movimento nazionale e popolare, una moderna destra sociale, che in Italia è ancora tutta da costruire”.

Il gioco delle “demonizzazioni” della sinistra, rapida a ridimensionare la vittoria del Front National come un pericolo generale per la stabilità dell’intero assetto europeo, è per Alemanno, invece, la possibilità di creare una nuova destra sociale, attenta ai bisogni dei cittadini e alla riaffermazione della sovranità nazionale e monetaria.

Per Alemanno “(…) basta leggere i risultati del voto francese per scoprire che c’è un’esatta corrispondenza fra gli arrondissement dove ha vinto la Le Pen e quelli con il più elevato tasso di disoccupazione. Il vero motore del risultato lepenista non è quindi la paura e tantomeno la xenofobia, quanto una crisi economica e un impoverimento sempre più insopportabili per il popolo francese”.

Due concetti, la paura del terrorismo e la xenofobia, sbandierati dalla sinistra e dalla destra neoliberista (sia italiana che francese) come gli assiomi fondamentali del Front National della Le Pen, sfruttatrice della tragica situazione creatasi in Francia.

Per Alemanno, invece, i capisaldi della politica lepenista sono da ricercare nella sicurezza di uno Stato forte e, come già accennato, nella sovranità nazionale e monetaria: “la sovranità nazionale e monetaria è funzionale non a una chiusura sciovinista, ma al rilancio dello stato sociale francese e di un’economia mista in grado di contrastare gli effetti negativi della Globalizzazione”.

Tali misure economiche, oltre a rinsaldare la fiducia dei cittadini verso questa nuova destra sociale, secondo Alemanno sono state lo stimolo della ripresa dell’economia americana: “cosa da noi non pensabile, nonostante tutti gli sforzi di Mario Draghi, a causa delle rigidità dell’euro”.

Le ultime parole di Alemanno sono rivolte a chi, pur proclamandosi di destra, sono saliti fin troppo in fretta sul carro del vincitore (straniero). “La Lega Nord ha poco a che fare con il Front National, non solo perché gli manca il valore fondamentale dell’Unità nazionale, ma perché non difende il ruolo dello Stato come promotore dello sviluppo economico e sociale”.

Nemmeno la Flat Tax che Salvini ha proposto riuscirebbe a risolvere il problema del deficit nazionale, cosa che invece per Alemanno è uno dei punti cardine della destra sociale, molto più vicina di quanto oggi possa essere la destra.

Pasquale Narciso

Informazioni su Pasquale Narciso 50 Articoli
Nato ad Aversa il 26 agosto 1994, s'è laureato in Lettere Moderne alla Federico II di Napoli nel febbraio 2017. Collaboratore del Secolo Trentino dal maggio 2014, è un accanito lettore e aspirante giornalista, che sogna un giorno di trasformare la sua passione per la scrittura in un lavoro. Attualmente studia alla facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università Sapienza di Roma.