La Francia “ruba” il Monte Bianco. Primo grande test per il neo ministro Di Maio

Nemmeno il tempo di insediarsi che per Luigi Di Maio arriva la prima questione spinosa da prendere in esame. Il neo Ministro degli Affari Esteri dovrà occuparsi infatti del “furto del Monte Bianco” ad opera della Francia.

Nonostante sembri paradossale rubare una montagna, la Francia, grazie ad una furbesca ordinanza estiva dei comuni di Chamonix e Saint Gervaix che hanno vietato il sorvolo con il parapendio di tutti i territori della vetta del Monte Bianco, ha violato il principio di sovranità nazionale italiano prendendo una decisione unilaterale che interessa anche zone che non sono di sua giurisdizione.

Tale ordinanza, che sconfina nel territorio italiano, ha dato il via ad una serie di reazioni a catena che si sono concluse lo scorso 5 agosto, con la presentazione da parte di Fratelli d’Italia di un’interrogazione parlamentaria in Senato in cui veniva sottolineato come l’arbitraria decisione francese avrebbe recato ingenti danni economici alle attività italiane presenti in loco, oltre che creare problemi di gestione della sicurezza e dei soccorsi.

La Russa, Ciriani e Urso, primi firmatari dell’interrogazione, hanno poi chiesto al Ministro degli Affari Esteri come intendesse procedere per salvaguardare la sovranità italiana sul massiccio del Monte Bianco e per porre finalmente la parola fine ad una disputa che dura dal 1860 come quella della nazionalità del Monte Bianco.

Tale contenzioso verte sulle diverse interpretazioni della cartografia del Monte Bianco, mentre l’Italia considera come confine lo spartiacque fluviale che divide la vetta (come riportato nel Trattato di Torino del 1860 e nel Trattato di Pace di Parigi del 1947), per la Francia la cima sarebbe interamente nel territorio francese (come riportato dalle carte dell’Institut Geographique National de France).

Secondo Fratelli d’Italia l’abuso di potere francese troverebbe le proprie radici nel business che vi è dietro la cima del Monte Bianco. Già nel 2015 grazie al successo economico e commerciale dell’impianto funiviario Skyway Monte Bianco di Courmayeur che avevae messo in secondo piano quello francese di Chamonix, facendone calare i profitti, i francesi avevano sconfinato in territorio italiano mettendo dei cancelli sulla cime del monte per impedire l’accesso diretto al Ghiacciaio del Gigante.

Allora la questione si era conclusa con un accordo diplomatico che stabiliva come venivano rinviate tutte le dispute territoriali sui confini geografici del Monte Bianco e come nessuna delle due nazioni avrebbe più preso azioni unilaterali sulle zone in questioni.

Ora, dopo che la Francia ha apertamente e consapevolmente violato questi accordi internazionali, spetta al neo ministro Luigi Di Maio far valere le ragioni italiani. Ragioni che si fondano sulla storia del monte e su quella dell’Europa, di modo da non permettere più che uno stato straniero prevalichi la sovranità nostrana sui nostri territori.