La vittoria di Erdogan sui golpisti

E alla fine tutto ritornò come prima, o almeno quasi. Alle prime luci dell’alba, la Turchia si è risvegliata in un clima surreale dopo il colpo di Stato fallito che dalla serata di ieri ha sconvolto la Turchia. I golpisti non sono riusciti a imporsi sulle truppe leali al Presidente Erdogan.

La popolazione poi ha sfidato, su ordine del Capo dello Stato, il comprifuoco imposto dai golpisti e si è opposta al colpo di Stato, addirittura in alcuni casi accerchiando i veicoli militari.

Il grande vincitore resta comunque Erdogan che, già in fuga verso l’Europa, è riuscito a ribaltare la delicata situazione e ad atterrare a Istanbul, accolto da una folla festante di suoi sostenitori.

“Scendete in piazza e ribellatevi a questo colpo di stato” è stato il principale messaggio di Erdogan alla sua gente. Le modalità usate sono state insolite. Un iPhone ha infatti salvato il governo legittimamente eletto, proprio quella tecnologia da lui da sempre poco amata.

“Coloro che hanno pianificato questo colpo di Stato pagheranno duramente”. Ha affermato in merito Erdogan al termine della lunga notte dei generali dissidenti. Al centro della sua vendetta ci sarà probabilmente anche l’Europa e gli Stati Uniti che nel corso della serata avevano prima implicitamente riconosciuto l’intervento dei militari per poi fare marcia indietro e sostenere Erdogan.

Una piccola nota: durante la notte sui social network molte persone hanno applaudito alla “cacciata” del “tiranno” Erdogan. Si ricorda che il Presidente turco è stato eletto democraticamente. Dopo i fatti di queste ore Erdogan sarà ancor più forte di prima e avrebbe mano libera contro i suoi oppositori e contro le minoranze interne, curdi in primis, e in una ambigua politica mediorientale. Anche l’Europa pagherà per la sua ambigua politica e sopratutto Angela Merkel che, nonostante i forti rapporti diplomatici tra i due leader, dovrà affrontare un nuovo avversario.

Di sicuro al termine di questa lunga notte dei Generali emerge una Turchia forte e capace di affrontare a testa alta le potenze mondiali. Erdogan su Facebook ha fatto varie volte riferimento al principio di autodeterminazione del suo popolo che sembra proprio averlo ascoltato.