La presidente della comunità ebraica: “Clima di odio e indifferenza in aumento. Social come armi”

Ruth Dureghello, presidente della comunità ebraica di Roma, è intervenuta ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format “I Lunatici”, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta dall’1.30 alle 6.00 del mattino.

La presidente della comunità ebraica di Roma ha parlato del settantacinquesimo anniversario della deportazione dal ghetto di Roma: “Dobbiamo mantenere una memoria che si confronti con il presente, non soltanto volta a ricordare un passato lontano. Ieri sera abbiamo commemorato il 16 ottobre sfogliando un album di fotografie, un album di vita, guardando le foto dei sopravvissuti ai campi di sterminio nei loro momenti di gioia più belli, una volta tornati da quell’orrore. Il male è sempre dietro l’angolo, quell’orrore, quella tragedia che vide il sacrificio di migliaia di romani ebrei, non deve più ripetersi”.

Sul clima che si respira oggi in Italia: “Alcune parole che sento in questo periodo mi feriscono, per prima cosa come italiana. Come ebrea e come diversa, ma ovviamente parte di questa Nazione e di questo popolo, non posso che rammaricarmi per quel linguaggio di odio e di distanza verso il diverso che ci potrebbe sempre di più allontanare ed esporre al pericolo. Percepisco un clima di diffidenza e di odio che sono in aumento. Questo perché è salita l’ostentazione, il coraggio, di chi professa l’odio. Come se si fossero affievolite le barriere della coscienza. Le istituzioni dovrebbero mantenere sempre un linguaggio adeguato, attento”.

Sui social: “Li considero strumenti preziosissimi, ma se non c’è una mente sana che li guida, se diventano strumento di una propaganda terribile e di una violenza ingiustificata, sono armi assassine. Così superficiali, così estemporanei, temo che possano essere nemici delle coscienze. Se ci disumanizziamo e seguiamo con superficialità, senza entrare nel profondo, certe notizie, sarà veramente difficile recuperare dignità e umanità”.