L’economista Giuliano Cazzola: “Mia faccia sui cartelli di Salvini? Inizialmente ci sono rimasto male.”

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L’economista Giuliano Cazzola è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano – Dentro la notizia” condotta da Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Il tema principale dell’intervista è stata la presenza del volto dell’economista Giuliano Cazzola sui cartelli “Lui/Lei non ci sarà” con cui Matteo Salvini sta promuovendo sui social la manifestazione dell’8 dicembre a Roma, in merito alla questione Cazzola ha dichiarato: “Ci sono rimasto un po’ male. Anche perché non mi ero reso conto nell’immediato che in realtà ero in compagnia di tante altre persone, anche più importanti di me che avevano avuto la stessa sorte. E’ un’iniziativa abbastanza discutibile visto che il ministro dell’interno non dovrebbe fare liste di proscrizione degli italiani che parteggiano o meno per le iniziative del suo partito. Resto sorpreso del fatto che uno come me, che non ha più potere ed è uscito di scena da molto tempo, si trovi ad avere l’onore di essere collocato tra i nemici, in qualche modo è un riconoscimento che alla fine mi fa piacere perché essere considerato ancora un avversario da un leader in ascesa, sorretto da un consenso mai visto che però io critico fortemente, in qualche modo è anche una piccola medaglia.

Proseguendo nel suo intervento Giuliano Cazzola ha parlato anche della manifestazione nello specifico, aggiungendo: “Questa è un’iniziativa che ha il sapore di anni ’30, che ci sia un clima da anni ’30 io lo sostengo da tempo. C’è una promozione della cultura dell’odio, questo lo vediamo anche sui social. Quelli che commentano gli articoli che scrivo sui giornali on-line non è che si premurano di dire: ‘sbagli perché questa cosa non è vera’, ti insultano e ti dicono che hai la pensione alta, che sei grasso, siamo arrivati ad un livello di questo tipo. Ormai si predica l’odio. Io ho visto altri tempi di questo genere, ho visto il terrorismo rosso e il terrorismo nero, però questa cultura dell’odio mi ricorda gli anni ’30. Senza voler fare paragoni esagerati, quando furono introdotte le leggi razziali non c’era solo una questione biologica, gli ebrei venivano anche ritenuti dei nemici dei governi di allora. Questa tematica dell’ebreo nemico, appartenente ad una cultura internazionale ostile al fascismo, cresceva man mano che si entrava in guerra”.

Infine l’economista ha concluso l’intervista scherzando: “Tra i nemici di Salvini c’è anche Pamela Anderson? Vuol dire che sono in buona compagnia, ma credo che lei abbia persone che le interessano di più del sottoscritto –ha scherzato Cazzola-. Ho visto che Salvini si dispiaceva del fatto che la Anderson non verrà alla manifestazione”.