L’intervento del sindaco di Avio Secchi all’inaugurazione di Casapound Riva

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Si è tenuta nella giornata di ieri a Riva del Garda l’inaugurazione della terza sede della sezione trentina di Casa Pound, che viene dopo quelle già aperte di Trento e Bolzano. L’inaugurazione si è tenuta alla presenza tra gli altri di Alberto Palladino, rappresentante di Solidaritè Identiès Onlus, Andrea Bonazza, consigliere comunale di Bolzano e di Federico Secchi, ex vigile urbano di Arco e attuale sindaco di Avio.

Durante il suo intervento Secchi ha toccato diversi punti, tutti all’insegna della sicurezza locale trentina in tema di migranti. Nel suo contributo il sindaco di Avio ha evidenziato la necessità del Trentino di tornare a perseguire determinati valori quali: la trasparenza, la solidarietà e la rettitudine, valori che in passato hanno contribuito in maniera sensibile alla grandezza del Trentino e dell’Italia intera.

Federico Secchi ha evidenziato la difficoltà nel riuscire a gestire il costante flusso di migranti che quotidianamente richiedono ospitalità nei comuni trentini. Seppur comprendendo la necessità di dover “accogliere” nel proprio comune questi migranti, Secchi illustra tutte le problematiche legate a questi continui afflussi di persone, in primis legate alla difficile situazione economico-lavorativa che affligge diverse aziende nel trentino che si vedono costrette a dover licenziare numerosi lavoratori, secondariamente ha mostrato tutte le proprie perplessità sui richiedenti asilo. Persone di cui non si sa nulla, dal passato oscuro e ignoto, persone che potenzialmente potrebbero indurre imprtanti problematiche a tutti gli abitanti della comunità, vista la difficoltà ad inserirli nella società.

Secchi invita le varie prefetture ad effettuare analisi maggiormente approfondite sulle persone che vengono inserite nei comuni italiani, ricordando le spiacevoli vicende in cui alcuni migranti mescolatisi alle popolazioni locali armate, hanno creato scompiglio tra i cittadini. Egli, infine ha posto l’accento sulla difficoltà legislative che accompagnano queste persone, impossibilitate a lavorare e rendersi utili per le comunità che le accoglie.

Proseguendo nel suo intervento il Sindaco di Ala, ha evidenziato la necessità di modificare questa situazione sia per il bene dei cittadini italiani, che si vedono costretti a convivere forzatamente con i richiedenti asilo, sia per i migranti stessi che si trovano ad essere “parcheggiati” nelle città italiane, lontani dai loro cari e impossibilitati a lavorare e a migliorare la loro condizione, vedendosi costretti a “bivaccare” giorno dopo giorno, senza uno scopo nè un progetto di vita futuro.

Raccogliendo il testimone dei suoi predecessori Secchi si è fatto garante di determinati valori che hanno contraddistinto la storia non solo del suo comune, ma del Trentino intero. Risulta chiaro come il suo impegno e i suoi sforzi siano indirizzati in primis verso la sua comunità, per garantire gli standard qualitativi e sociali a cui sono stati abituati.

Il Sindaco ritiene che la maggior parte delle forze vadano investite nel garantire ai cittadini italiani una vita dignitosa e senza problemi, solamente quando questi risultati verranno ottenuti sarà possibile pensare di aiutare, cum grano salis, i migranti e pensare a come migliorare la loro difficile condizione.

Il messaggio che Federico Secchi ha mandato con questo intervento è molto chiaro, non si può pensare di aiutare il prossimo se prima non si è riusciti ad aiutare sé stessi. Con questo discorso Secchi si erge, ancora una volta, a garante e protettore della sua comunità, dimostrando di voler rispettare le promesse fatte ai suoi elettori.

 

Carlo Alberto Ribaudo