“Io ho perso e lo dico a voce alta con il nodo in gola. La mia esperienza di governo finisce qui”. Matteo Renzi si è dimesso. Dopo mille giorni di governo l’Ex Sindaco di Firenze ha gettato la spugna. Il risultato del referendum è stato disastroso e la riforma costituzionale da lui voluta, assieme ad Angelino Alfano e a Maria Elena Boschi, è drammaticamente naufragata.

“L’Italia ha scelto in modo chiaro e netto, è stata una festa della democrazia. E’ stata una festa in cui tanti cittadini si sono riavvicinati alla carta costituzionale. Ritengo che questo sia bello. Viva l’Italia che non sta alla finestra e viva l’Italia che vive la politica”.

Matteo Renzi ha poi affermato: “Questo voto consegna al fronte del no oneri e onori, quindi tocca a chi ha vinto proporre proposte serie e credibili. Consegno un abbraccio forte a chi era nel fronte del si, era una chance semplice e chiara. Non ci siamo riusciti nel convincerli. Mi assumo tutte le responsabilità della sconfitta. Chi lotta per un’idea non può perdere”.

 

Ora la situazione politica italiana resta incerta. Le dimissioni annunciate dal Presidente del Consiglio avranno delle pesanti ripercussioni dal punto di vista economico con uno Spread in forte aumento.

Le riforme – bocciate nella giornata di oggi – erano state fortemente volute dal Presidente emerito Giorgio Napolitano, il quale nel 2014 aveva appositamente affidato il Governo della Nazione a Renzi. Nel maggio del 2014 vi fu una straordinaria e inaspettata vittoria di Renzi alle elezioni europee, risultato che lo aveva indirettamente legittimato alla guida del Paese. Matteo Renzi non ha assunto la qualifica da parlamentare, ma da semplice Segretario del Partito Democratico.

Il Governo Renzi era nato sul “Enrico, stai sereno” pronunciato dall’ex Sindaco di Firenze nei confronti dell’allora Capo di Governo, Enrico Letta. Quest’ultimo era diventato premier a seguito del confusionario risultato delle elezioni politiche del 2013, elezioni che non avevano garantito a nessuna delle tre coalizioni una maggioranza solida di parlamentari.