Modena: immigrati terrorizzano ragazzi in nome di Allah

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Vicino a Modena, un gruppo di adulti, immigrati islamici, ha circondato cinque ragazzini italiani e, sotto la minaccia di una pistola, con cui sarebbe stato anche sparato un colpo, li hanno terrorizzato, chiedendo loro se credessero in Dio, oppure in Allah. I giovani se la sarebbero cavata, dicendo di non credere a nulla, ma la gravità dell’accaduto – come al solito minimizzata dalla stampa e dai media – ben illustra quale sia l’interpretazione del concetto di integrazione che hanno sempre più ampie frange di immigrati nel nostro Paese. D’altro canto, il governo si prepara ad abolire anche il reato di clandestinità, aumentando la sensazione – che certamente ogni immigrato prova in Italia – d’essere parte di un gruppo umano al di fuori delle leggi ordinarie e che, per di più, a forza di aumentare di numero, presto potrà imporre le sue, di leggi. Con le buone, ma anche con le cattive. Ovviamente, se cinque teste rasate avessero costretto due bambini islamici a mangiare una fetta di salame, beh, in quel caso, da martedì sera (quando è accaduta l’aggressione a Modena), stampa e televisioni non avrebbero parlato d’altro.Opinion maker, deputati e anche vescovi avrebbero strillato in nome della libertà religiosa, della lotto alla discriminazione, della necessità di urgenti e implacabili misure repressive di polizia. Però, visto che si tratta di immigrati e a essere costretti all’abiura sono stati dei ragazzetti italiani… Amen! Per altro, in Italia, non va peggio di altri paesi, come per esempio la Germania, dove il profugo, in quanto tale, non suscita lo stesso sdegno di altri nemmeno se ruba, molesta sessualmente o violenta una donna. D’altro canto, politica e vertici delle forze dell’ordine, perché mai dovrebbero preoccuparsi, data che la reazione popolare, a fronte della crescente violenza e arroganza degli immigrati, a cui vengono destinate anche fette sempre più ampie delle risorse dedicate ai servizi sociali, è, di fatto, nulla?

Massimiliano Mazzanti

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