MUORE DACIA VALENT, LA DONNA CHE SCHERNI’ L’ORIANA SCONFITTA DAL TUMORE

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E’ morta a Roma all’età di 52 anni Dacia Valent, ex europarlamentare comunista. Era diventata famosa nel 1989 per aver denunciato una aggressione a sfondo razziale sull’autostrada Catania-Palermo accusando i suoi due colleghi poliziotti di non essere intervenuti per difenderla. In quello stesso anno il Pci la candido’ alle elezioni europee e vinse il seggio, carica che occupò fino al luglio 1994, passando a Prc. Figlia di una principessa somala e di un diplomatico friulano, era nata a Mogadiscio nel 1962, dopo l’esperienza in polizia e quella politica, per la Valent cominciarono anni di sbandamento fino al carcere, nel 1995, con l’accusa di aver tentato di uccidere il convivente che la picchiava. Ebbe anche un avviso di garanzia per l’occupazione di un vecchio albergo romano da parte di un gruppo di immigrati somali. Infine, abbandonò il cristianesimo e si convertì all’ Islam fondando la Islamic Anti-Defamation League.

A causare la morte di Dacia Valent è stato un attacco cardiaco che l’ha colta mentre era ricoverata in ospedale per un’altra causa, a Roma.

Celebre fu quando schernì il corpo ancora caldo di Oriana Fallaci scrivendo sul suo Blog un post dal titolo: “Tumore 1 – Oriana 0”.

Era stata profondamente critica nei confronti della giornalista italiana e affermò: “Suppongo che tutti, anche i suoi critici più feroci, osserveranno, il canonico minuto di silenzio, si spremeranno le meningi per trovare qualcosa di carino da dire su questa vecchia, FINALMENTE SCHIATTATA dopo un lustro di sofferenze inflitte alla comunità musulmana e alla comunità nera.

Verranno scritti chilometri di coccodrilli che tenteranno di minimizzare l’odio e ricordare la mediocre scrittrice, nota soprattutto per la promiscuità nella quale indulgeva con i suoi intervistati. Quando ancora se la poteva permettere. Ma siccome il coccodrillo era lei, e tra i più feroci, PER ME CHE TIFAVO “TUMORE” è una gran bella giornata.”

Forse una cosa triste da scrivere parlando della sua morte ma come diceva lei: “Solitamente dei morti non si dicono cose antipatiche, soprattutto perché è scortese criticare qualcuno che non ha la possibilità di rispondere o di difendersi.”

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