Nadia Toffa è morta, ma gli haters non si placano

Nadia Toffa, questa bellissima ragazza che ci lascia a 40 anni e due mesi dopo un combattere da leonessa, ha fatto tantissime cose per migliorare il mondo, con le sue mani: non solo ha dato speranza a tutti quando era in malattia, non solo ha creato un nuovo modo di fare inchieste, ma ha contribuito – non poco – a mettere a nudo le debolezze e le meschinità del popolo italiano, riuscendo con le “sole” fotografie della sua malattia a scatenare l’odio e il marcio più profondo.

Oggi – giorno mesto – sarebbe stato (per rispetto) il giorno del silenzio, ma questi vigliacchi non sono ancora e tutt’ora paghi.

A far notare quanto è accaduto è la PAGINA satirica di DIO (una pagina molto divertente in genere) che oggi ha evidenziato questo riportato nel post sotto.

Sostanzialmente questi vigliacchi, anche oggi, avrebbero persino sfruttato il nome di TAFFO (Servizi funebri noti per i messaggi macabri) e la Caritas (con i suoi appelli strampalati) per fare crumiraggio e spargere malvagità.

Nascosti dietro la finta satira, veri ignoranti.

Meglio la satira, quella vera, per tornare a sorridere con Nadia, la satira di Satyricom’s tweet.

Vignetta in onore di Nadia Toffa

Cosa ha detto la pagina di DIO: “Si può fare satira sui tumori?
Certo, il tumore ha potere, fa paura, uccide.
Chi, più di un tumore, si merita lo sberleffo dell’umanità che non cede davanti all’impotenza?
Però stiamo parlando del tumore, non del malato.
Della Morte, non del morto.”

Cosa ha detto TAFFO Funeral service per prendere le distanze da queste orribili meschinità: ” Taffo Funeral Services 9 h · Stanno usando il nostro nome per post meschini circa la morte di#NadiaToffa. Non è opera nostra, seguiranno denunce”.

Inutile aggiungere che i diversi autori delle frasi in questione sono stati presi d’assalto e hanno dovuto chiudere i loro profili facebook.

Un FAKE? All’indirizzo del presunto colpevole risponde un’azienda, che il brand abbia usato Nadia Toffa per farsi pubblicità? Due volte meschino e vigliacco.

A cura di Martina Cecco