Norma Cossetto: chi era e cosa rappresenta il suo stupro

Sin dal periodo a ridosso della Giornata del ricordo per le vittime delle Foibe si parla molto spesso di Norma Cossetto, citata tanto dai politici quanto dagli anarchici per motivi diametralmente opposti.

Questo avviene perché la storia della Cossetto, troppo a lungo ignorata, rappresenta qualcosa di importante, di diverso, di doloroso. Mette un punto nero sulle pagine della storia italiana.

Norma Cossetto era una ragazza, una 23enne italiana di origine istriana, intenta a preparare una tesi di laurea sul particolare terreno dell’Istria, ricco di bauxite. Una normale studentessa di lettere e filosofia, con la voglia di occuparsi della geografia della sua amata terra natale.

Una ragazza, una donna che nel corso di uno dei combattimenti più crudi e sanguinolenti della storia mondiale aveva il coraggio di girare in bicicletta per tutta l’Istria pur di completare i suoi studi e diventare – in un’epoca in cui si voleva piuttosto vedere le donne a casa – un’insegnante, magari crescendo sotto l’ala protettiva di quell’Arrigo Lorenzi, suo relatore presso l’Università di Padova.

Una ragazza, una donna, che è stata non solo uccisa per la sua etnia e per le sue idee politiche, trasmesse da una famiglia con un ruolo politico di rilievo nel mondo fascista. Norma Cossetto è stata seviziata e stuprata su di un tavolo qualsiasi, prima di essere gettata forse ancora viva in mezzo ad altri italiani in quella foiba di Villa Surani.

Aveva 23 anni Norma Cossetto. Una donna, una ragazza. Un fiore calpestato e reciso quando era pronto per sbocciare. Poco importa se un manipolo di anarchici hanno il coraggio di bollarla come “fascista”, giustificando dunque i suoi sequestratori per le sevizie e per lo stupro. Ciò che conta è che questa storia non venga più taciuta e che venga ricordata per quello che realmente è. Uno dei momenti più bui della storia d’Italia.